Giuseppe's profileBJ CHIAMA ITALIAPhotosBlogLists Tools Help

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    In Libera Uscita...

     
    Già...
    In libera uscita...
     
    Perchè tanto quello è il mio destino.
    "Decidere io com'è che mi spendo".
    Non tanto per qualche mio personale vizio.
    E' solo lo stato dei fatti.
     
    Ho ritmi di vita che in pochi possiamo tenere,figurarsi una ragazza che si spaccia per donna.
    Ma che tale,forse,non è.
     
    Dovrei fidanzarmi con la notte,Lei in persona.
    A braccetto insieme attraverso paesaggi spettrali fischiettando una canzone...
    Lei forse saprebbe stare al passo.
     
    Non sarebbe solo "con " me,ma sarebbe,infine,parte di me.
    Ammesso che sia ciò che cerco.
    Cosa che,francamente,ancora non ho capito...
     
    Cosa cerco?
     
    Forse solo qualcuno che abbia le palle (e le spalle) per stare in ballo con me
    quando la "Spirale ovale" gira più forte.
    Perchè stare al passo coi ritmi non è solo questione di orecchio,di beat,
    di come muovi i piedi.
    E' anche un discorso di cuore.
    Di quanta voglia hai di metterti in gioco.
    Di quanto ne hai da buttare nella partita,di lottare,di correre anche quando non hai più fiato.
     
    E' solo questione di cuore.
    Se non ne hai abbastanza,o se non pensi valga la pena spremerlo un po' per ballare con me
    nel mare agitato... Beh...
    Alla larga.
     
    Almeno,nell'occhio del ciclone,starò solo,si,ma più comodo.
    Molto più comodo.
     
    A patto che gli amici mi lascino spazio...
    Loro,volenti o nolenti,tempeste o bonacce... ci sono.
    Sempre.
    Accanto.
    Pochi,ma ottimi.
     
    E allora,piccola stella,torna a cercare un tuo cielo.
    Che io le stelle,le mie stelle,me le tengo strette.
    Altrimenti si cade...
     
    E da oggi via,ancora,ancora una volta...
     
    In libera uscita.

    Il credo di Freccia

     
    "Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards.
    Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa, che vuole l’affitto ogni primo del mese.
    Credo che ognuno di noi si meriterebbe un padre e una madre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi.
    Credo che un’Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa.
    Credo che non sia tutto qui, però prima di credere in qualcos’altro bisogna fare i conti con quello che c’è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche dio.
    Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose.
     
     Credo che c’ho un buco grosso dentro... ma anche che, il rock n’ roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono.
     
    Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddie Merckx.
     
    Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri..."
     

    Sarà che piove...

     
    Sarà che piove.
    E fa freddo. Anche dentro.
     
    Sarà la stanchezza.
     
    Sarà la città deserta e bagnata che invoglia a tirare dritto,saltando la via
    che ha come sola destinazione casa mia.
    Niente freccia. Niente freno.
     
    Faccio posto al sonno di fianco a me.
    Anche stanotte lo ospito io.
     
    Do gas.
    Squarcio la noia di queste strade abbandonate all'acqua.
    Squarcio il silenzio di questa notte alzando il volume.
    Squarcio la gola urlando un pò di più,per coprire le voci che arrivano da dentro.
     
    Sarà che piove...
     
    Sarà che giocando a carte col fato ho vinto un cd che non sentivo da tempo.
    Pensare che bluffavo.
    Sarà che ascoltare questo cd mi fa un effetto strano.
     
    Le canzoni riportano la mente a quando ricordi,questi ricordi,non lo erano ancora,
    ma piccoli cuccioli di idee e speranze.
    Giovani pensieri.
     
    Cerco le risposte nel buio della città.
    Nella solitudine delle insegne che sbadigliano aspettando il sole. Il caldo.
    Cerco le risposte nel silenzio delle strade.
     
    Le cerco nella pioggia,in ogni singola goccia che cade dal cielo.
    Le vedo abbandonarsi sul parabrezza e poi aprirsi,come a voler svelare un segreto.
    E se non trovo le risposte che cerco,allora accelero.
    E più accelero più piove.
    E più piove più ho gocce fra cui cercare.
    E più gocce interrogo e meno risposte trovo.
    E do ancora gas.
     
    Sarà che piove...
     
    Salto ancora la via di casa.
    Ho voglia di interrogare la notte ancora un pò.
    Canto e penso.
    Penso e ricordo.
    Ricordo e rivivo.
    Rivivo e mi interrogo.
    Mi domando e mi ritrovo a cantare...
    E sorrido.
    Amaro o meno, sorrido.
     
    Sarà che piove...

    Un semaforo

     
    Vi siete mai trovati sul filo del rasoio?
    In quei momenti in cui dovete soppesare ogni singolo movimento...
    O in bilico su un trapezio a mille metri di altezza.
    Vertigini? O paura?
    In fondo,non c'è differenza.
     
    Vi siete mai trovati di fronte a un bivio?
    Di quelli che destra o sinistra non è la stessa cosa...
    E non puoi tornare indietro. Nè tantomeno temporeggiare.
     
    Ti senti come la pallina del croupier: ormai in ballo...
    Puoi girin girare per un pò,ma tanto alla fine in una qualche casella caschi.
    E da quella casella,da qull'attimo,da quella combinazione può dipendere un destino.
     
    Pensare a queste cose da alla testa...
    Vertigini? O paura?
    E' uguale.
     
    A me è successo ieri di ritrovarmi a danzare fra il rosso e il nero.
    Solo che tutto dipendeva non da me,ma da un dannato semaforo.
    Perchè se non è bello trovarsi a ballare sul filo del rasoio,figurarsi come ci si sente
    a dipendere da un fattore esterno.
    Una persona,una situazione,un episodio... un semaforo.
     
    Un semaforo può cambiare una vita.
    Rosso o verde?
    Verde o rosso?
     
    Io che poi in realtà non avevo nemmeno tutti sti dubbi.
    La scelta era fatta.
    Il dado era tratto,girato,atterrato.
    Non ancora verificato,ma quello è il meno.
     
    Il semaforo si avvicinava,e più era vicino ppiù davo gas.
    Le auto,il traffico,i pedoni,gli incroci più o meno pericolosi della vita...
    Tutto era in secondo piano.
    Eravamo solo io e lui su quel set,ieri.
     
    Verde o rosso?
    Rosso o verde?
     
    Son passato... col giallo.
    Chissà...
     
     
     
     
     

    Il compleanno di BJ

     
    Non sono fatto per stare da solo.

    Tutti lo sapevano,meno il sottoscritto.
    Ma,dopo questo pazzo,pazzo,pazzo compleanno (sono 26!),
    ormai ne ho le prove anche io...
    Perchè io la solitudine l'avevo addirittura regalata a me stesso.
    Per festeggiare fra me e me,senza intrusi.
    Senza possibilità di errore.
    E il regalo l'avevo anche confezionato con cura,piegando desideri
    ed esigenze in una scatola da 75 cavalli scarsi ed impacchettando
    il tutto in quella carta strana,colorata e multiforme che risponde al
    nome di Sauze d'Oulx.
    Per fiocco una bottiglia da stappare in totale solitudine.
    Nessun biglietto con dedica se non i miei pensieri.
     
    Lo scopo?
    Ritrovare me stesso...
    Lo staff era al gran completo...
    Io,il mio pc con la mia musica,la playstation,un pigiama.
    Poi,per il giorno dopo,due scarponi,due bacchette e due sci.
    E tanti fiocchi di neve a cadere dal cielo e supportare il tutto.
     
    Poi...l'imprevisto,perchè se no non era la mia vita.
    Figurarsi il mio 26esimo compleanno!
    E,come sempre,l'imprevisto risulta alla fine il "quid" che da sapore alla storia...
     
    Innanzi tutto il viaggio,passato più al telefono con gli amici puntualissimi negli auguri
    che ad ascoltare le mie mitiche cassettine di secoli fa...
     
    Allo scoccare della fatidica mezzanotte stappo il fiocco,lo spumante.
    Mi addentro nel mio brindisi solitario senza nemmeno un velo di tristezza,
    perchè non c'era tristezza in quella solitudine... solo un'ombra di libertà.
    Ma la cara bottiglia di Pinot Chardonnè Brut era stata scelta con cura...
    Troppa cura.
    E da mani sapienti... Troppo sapienti.
    Ora,io non so in quanti di voi credano al genio della lampada,quello famoso dei tre desideri.
    Io onestamente non so,non mi ero mai posto il problema.
    Ma ora ci credo,e credo che oggi giorno viva sotto mentite spoglie ed abiti prigioni diverse dalla vecchia "lampada".
    Forse per stare al passo coi tempi.
    O chissà...
     
    Fattostà che dal quarto bicchiere in avanti mi appare questa losca figura
    di genio: nulla a che vedere coi grandi classici da mille e una notte o affini.
    Una figura femminile,giovane,bella da star male,sorridente,allegra.
    Disposta ad ascoltare le fatidiche tre richieste ma non disponibile per
    forza ad esaudirle...
    Li per li,incredulo,penso di essere ubriaco io...
    Dai,da astemio, quattro bicchieri,la testa pesante... Sarò ubriaco!
     
    Prendo a simpatia questo genio,anzi,questa gioietta di genia,e me la
    spasso immaginando di chiacchierarci,riderci,scherzare un po'...
    E fra una risata e l'altra la bottiglia finisce.
    La testa pesantissima,mi stendo sul letto,ridendo delle assurdità della mia vita... ci mancava il genio... la genia...
    O quello che è!
    Dopo qualche farneticazione da "benvenuto nel clan degli ubriachi almeno
    una volta nella vita per sbaglio!",cado in un sonno profondo,di quelli
    senza sogni,senza incubi e quasi senza risveglio...
     
    Risveglio che invece si concretizza sotto forma di dolcissima nevicata
    che accarezza il lucernaio in una mattina di Gennaio. Il 5 gennaio.
    Proprio come 26 anni prima.
    Adoro la neve,e la vista di quei fiocchi mi fa tornare bambino...
    Ma c'è qualcosa che mi sconvolge più della neve: nel lettone,un angelo
    dorme di fianco a me.

    Li per li penso ad uno scherzo della sbornia della notte prima.
    Mi avvicino,senza svegliarlo... o svegliarla?
    Rimango incantato come un idiota per qualche minuto a fissare questa
    creatura celestiale senza trovare nemmeno la forza per fare una cosa qualsiasi...
    Muovere un muscolo,urlare,fare una foto,scappare...
    Niente,ammiro e basta,cercando quanto meno di non perdere il respiro.
    Allora è lei (appurato che è una lei) a prendere l'iniziativa.
    Si sveglia,scruta,studia,e poi pronuncia una sola parola,carica
    di aspettative,speranze,promesse: "Buongiorno".
    E scompare.
     
    Io,ormai certo di essere ancora in preda ai fumi dell'alcool,sorvolo...
    Non mi pongo domande per non cercar risposte.
    Mi preparo per la giornata di sci,ma fra la colazione e le varie vestizioni
    non sono mai solo...
    Ora l'angelo,ora il genietto mi appaiono,scompaiono...
    Insomma non mi lasciano solo.
    Io e la mia combriccola di allegre allucinazioni lasciamo la casetta
    in Canadà e andiamo a prendere la seggiovia... Si va a sciare!
    Chissà cosa avrà pensato al gente nel vedermi parlare da solo e nel
    vedere la mia seggiola da 4 posti perfettamente in equilibrio nonostante
    era chiaro ci fossi solo io,sedutto tutto a destra...
    Mah...
     
    Arrivati ai 2000 metri di sportinia l'angioletto ci saluta.
    A quell'altitudine si sente a due passi da casa,per cui già che c'è
    se ne torna da dove e venuta. E già mi manca.
    Rimango con la genietta che sulla tavola fa davvero i numeri,io e i miei sci di 40 anni fatichiamo a staccarla,
    col mio stile ribattezzato "Spazz 'n Furiuos".
     
    Quando ormai mi preparavo spiritualmente a passare una bella giornata di compleanno in sua compagnia,
    ecco che appaiono mille amici che non avrei mai immaginato di incontrare sulle piste!
    Come dire... in 12 anni non ho mai incontrato nessuno sulle kilometriche
    piste della via lattea,oggi che voglio sicare solo...
    Fabrizio,Andrea,Fanfy,Tora,Alessandra... in rigoroso ordine sparso...
    Passo così la giornata fra sci,risate,salti tentati,foto mancate,neve che cade,neve fresca e qualche pietra.
     
    Tornare a casa,dalle piste,per la prima volta nella mia vita,non solo
    è ordinariamente faticoso,ma ha anche un che di triste.
    Lassù regnava un'atmosfera fabulesca,sembrava un altro mondo.
    Troppo bello per essere vero.
    Dopo il classico cappuccio con panna da Samo,via a casa a preparare
    le valigie,pulire casa,doccia ecc...
    Sento già che mi mancherà quella casetta.
    Quegli amici.
    Quelle allucinazioni...
    Così dolci.
     
    Finiti tutti i lavori domestici,lavori per i quali decisamente non sono portato,
    mi dedico un ultimo momento tutto per me:
    luci spente,musica in sottofondo a stropicciare il silenzio della casa
    vuota,bacardi breezer in mano mi stendo sul divano a fissare i miei
    pensieri stesi sulla parete bianca.
    Tac!
    Ritorna il genietto. La genietta. Quella gioetta di genio.
    Allora capisco il senso del tutto.
    Perchè nella vita,tutto,ma proprio tutto,ha un senso,basta solo
    avere la voglia di andarlo a cercare anche quandoo si nasconde
    sotto le coperte delle nostre paure...
    La genietta mi guarda. Ride.
    Bella,semplice,acqua e sapone.
    Ha capito che ho capito.
     
    Gli amici al cellulare durante il viaggio.
    La sua compagnia la sera prima,durante il brindisi.
    L'angelo al mio fianco la notte e al risveglio.
    La loro presenza in seggiovia e sulle piste.
    Gli amici magicamente apparsi fra ski-lift e baite.
    Ancora lei nell'ultimo momento di pretesa solitudine.
     
    Volevo passare il compleanno da solo. Per ritrovare me stesso.
    Lei mi ha fatto capire che non sono fatto per stare solo.
    Nel capirlo,mi sono ritrovato...

    AIUTATEMI A SCEGLIERE

     
     
    Amici,nemici,conoscenti,bloggers,hackers,amanti,ammiratori,fans,sconosciuti...
     
    Come ogni anno è giunto per me il momento di riassumere l'anno passato in 15 foto.
    Una piu' una meno... a volte 16,altre 14.
     
    Ma diciamo 15.
     
    Come l'anno scorso, chiedo una mano a voi...
    A chi ha ricevuto la mail come a chi invece passa di qui così...
    Per cazzeggio,per sbaglio,per noia... per curiosità.
     
    AIUTATEMI A SCEGLIERE...
     
    Titolo dell'intervento e invito a voi rivolto...
    Ho appena pubblicato un album,qui di fianco,a destra.
    Una settantina di foto del 2007.
    Dategli un occhio,aiutatemi a scegliere le 15 "predilette".
     
    Aggiungete un commento qua sotto,un commento a questo post indicando quelle che piu' vi piacciono...
    Una,due,dieci... non importa.
     
    Voi scrivete... AIUTATEMI!
     
    Grazie belli/e !!!!
     
    Il vostro sempre più insonne BJ.

    E' cambiata la notte,la vecchia Sauze no...

     
    La casa non è più la stessa degli ultimi 12 anni.
    Abbiam lasciato l'affitto a Jouvenceaux per prendere un confortevole open-space
    in quel di Sauze.
    Il cambiamento non è stato facile.
    Alzarsi un mattino,intontiti dal sonno e dal silenzio,aprire la finestra e trovare tutto diverso.
    No,non è stato facile per niente.
     
    Niente più Chaberton e tramonti a darmi il buon giorno,quando la mia sveglia,la mia "mattina"
    coincideva con quello che per la gente comune era il pomeriggio. Tardo pomeriggio.
    Mi svegliavo e la prima cosa che vedevo era il tramonto. E che tramonto. Fantastico.
     
    In quell'immagine era il senso della mia vita nell'altra dimensione,quella di Sauze d'Oulx,vacanze
    estive o invernali che fossero.
    Immagine raccontata da Jovanotti con quel "lo sai che ogni tramonto è l'alba di un vampiro".
    Immagine tratta da un libro dei ricordi non lontano,nè vicino.
     
    Perchè col tempo è cambiata Sauze e son cambiato io.
     
    Non è più quell'isola che non c'è dove mi rifugiavo,18enne neopatentato,per ritagliarmi un mondo
    mio fatto di bagordi,eccessi e niente genitori.
    Non è che non ci sia quella voglia di fuga... E' che son venute meno le tane.
    Sauze sta cambiando,invecchiando.
    I locali si svuotano presto e le discoteche aprono solo più al sabato e a capodanno. Stop.
     
    L'altra notte camminavo per strada all'1.30 di notte,e a parte il vento l'unico rumore era quello
    dei miei passi.
    Quando una volta,in piene vacanze Natalizie,a quell'ore si sarebbe sentito di tutto.
    Inglesi ubriachi,risate di donne,musica,claxon,rutti,corse. Vita.
    Ora si sente solo la Notte col suo profondo russare.
     
    Rimane il giorno fatto di sci e pasticcerie e splendire 40enni a sfilare in pelliccia. Anche al sole,anche col caldo.
    Ma si sa che a me il giorno... insomma... non mi sconfiffera,come diceva Totò.
     
    Insomma ho dovuto abituarmi a una casa nuova,ma anche ad una Sauze nuova,che tocca
    guardare con occhi diversi.
    E credo di esserci riuscito.
     
    L'importante,nei luoghi come con le persone,come con la vita,è sapere quello che cerchi.
    Così non cerco più le nottate da "Sogni di Rock'n Roll",che han già dato,lassù.
    E,ai tempi,ho preso.
    No,mi limito ora a vedere quella casetta nuova come un rifugio di tranquillità fra monti e boschi e stradine.
    Oasi verso cui correre quando quaggiu' imperversa la bufera.
     
    E così sono state queste vacanze,all'insegna del riposo.
    A guardar la notte scorrere dal lucernaio piazzato sopra il mio letto.
    A riconoscerne i movimenti dal danzare delle stelle sopra quel piccolo spicchio di mondo.
     
    Una volta la Notte,lassù,era una donna da spogliare per stenderla a letto e divertirsi un pò,e le stelle uno
    splendido vestito da sera da far scivolare dalle spalle fino alle caviglie.
    Ora invece è come un lenzuolo che su quel letto ci si adagia e scivola piano,piano,piano...
     
    Fino a toccar per terra.