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    La sera perfetta per scrivere

     
    La sera perfetta per scrivere arriva quando meno te lo aspetti.
    Anzi,non te lo aspetti proprio.
    Non da segnali,non lancia messaggi,non prenota un tavolo per tre da
    dividere con te e la tua solitudine.
     
    Se ne frega dei convenevoli,arriva strafottente,irrompe sulla scena e
    ne prende possesso.
    Ha idee semplici,lampi troppo veloci per i tuoi pensieri.
    Un'immagine,un suono,un ricordo.
    Un'ombra,per strada,dietro un angolo buio che quel piccolo lampione laggiu' in fondo
    non puo' smascherare.
    Un'ombra nella tua mente,che il piccolo fuoco della ragione non fa in tempo a scaldare.
     
    Così ti ritrovi a ballare il ritmo che le tue dita compongono a due
    con la tastiera,ritmo che non conosci,non riconosci e,più che altro,non decidi.
    Non sei tu a decidere.
     
    E' solo il momento giusto per scrivere.
    La sera perfetta.
     
    Perfetta perchè scrivere comporta rinunce,rinunce che in quella sera tu non percepisci come tali.
    Non ti interessa non uscire,non vedere,non toccare,non assaporare la notte la fuori.
    Perchè non ci pensi.
    Perchè stai scrivendo.
     
    Non sai cosa,non sai come,il perchè il più delle volte lo immagini appena.
    Però scrivi,scrivi,scrivi.
     
    E scrivendo,solo scrivendo,ti rendi conto che si,qualche segnale c'era.
    Era il sentirsi davvero quel cantante,mentre urlavi a squarciagola nella tua auto.
    Solo.
    Era immaginarsi quella scena,impossibile,lontana anni luce,eppure così  presente in
    quell'istante da renderla vera,da sentirla vissuta.
    Vissuta a tal punto da renderla più simile a un ricordo che a un miraggio.
    Sempre e solo per e nella tua mente.
     
    Era il parlare col cielo,con le stelle,con la luna.
    Senza nulla da dire.
     
    Erano i segnali,ma tu non li hai colti.
    Li acciuffi per i capelli ora,ora che stai scrivendo,ora che la notte passa,tu l'hai persa
    ma non ti pesa,perchè scrivi.
    Scrivi il tutto,o avolte il nulla. Che poi,a ben vedere,son talmente simili...
    Scrivi di te.
    Scrivi dei tuoi amici,di quello che vuoi e di quello che non sai di volere.
    Di quello che sai e di quello che sai di non sapere.
    Di quello che sei,o meglio,di quello che credi di essere.
    Perchè sapere veramente chi sei,beh,quello non lo saprai mai.
    Come tutti.
    O come nessuno.
    Perchè,appunto,il tutto e il nulla spesso combaciano.
    E' tutto ciò che sta nel mezzo che si differenzia,nel bene e nel male. Pressappoco.
     
    La sera perfetta per scrivere spesso è talmente perfetta da trasformarsi in notte.
    E ciononostante riesce a tenerti  li.
    Tu,il tuo pc e quel gomitolo di pensieri che ti diverti ad arruffare rotolandoti
    fra nostalgia e speranze come un gatto sul divano di casa.
    Ingarbugliando il tutto ancora di piu',fino a non distinguere piu' il capo dalla coda.
    Anzi,in modo da confonderli.
    Perfettamente.
     
    La sera perfetta per scrivere,che poi diventa notte,non ha mai colori troppo brillanti.
    Te ne accorgi tardi,ma anche da quello la riconosci.
    Hai una felpa scura,la luce è fioca,una candela tremula di paura circondata dal buio
    della notte sua nemica.
    I lampioni sonnecchiano,i semafori riposano,il sole passato un ricordo sbiadito e opaco,
    il sole imminente una promessa tutta da mantenere.
     
    Una promessa,che,però,non si avvererà.
     
    Perchè la notte perfetta per scrivere rimane tale.
    E non è che morirà senza vedere la luce del domani.
    E' che sarà il Sole ad essere sempre in leggero ritardo.
     
    Quel tanto che basta per non vederla mai,nè farla sua.
     
     
     
     

    Buoni propositi per il 2009

     
    "Ecco,questo si che è un buon proposito per il 2009: cadere in piedi!"
     
    Così recita lo slogan finale di una delle mille mila pubblicità che squarciano la tela
    di risate che la radio,sempre quella,sempre Deejay,mi propone per
    alleggerire il peso della solitudine e della stanchezza mentre rientro verso casa
    nel cuore della notte.
     
    Passa così,inosservata,questa frase,questo concetto,mentre alla guida dell'auto
    osservo il freddo prendere sempre piu' possesso della scena,e mi domando
    quando mai quegli enormi cumuli di neve ai margini delle strade,delle piazze e
    dei parcheggi lasceranno il posto a ciò che c'era prima.
    Ovvero strade,piazze e parcheggi.
     
    Una frase fra le tante inutili buttate li a riempire un vuoto.
    Una frase che pero',al contrario delle tante,rimane appesa ad un dubbio,
    incastrata fra gli occhi e le idee... e non scivola giu'.
    Resiste in testa il tempo che basta per germogliare un pensiero...
    Cadere in piedi... nel 2009... buoni propositi...
     
    Già,ma quali sono i miei buoni propositi per il nuovo anno?
    Cadere in piedi?
     
    Giammai.
     
    Se ho un intenzione per il nuovo anno,è proprio il contrario!
    Io non voglio cercare di cadere in piedi per paura di farmi male.
    Cercare di cadere in piedi significa presagire la caduta,averne paura.
    E,magari,con quella preoccupazione,intaccare il volo,non godersi appieno il
    tentativo di volare,di provare a fare qualcosa...
    Non importa quanto in alto provi ad andare.
     
    Se stai facendo qualcosa di grande,di piccolo,di eroico o insignificante.
    Non conta.
    Ciò che conta è volerlo fare,e volerlo fare senza la paura di sbagliare,
    cadere,farsi male.
     
    Il mio intento è il contrario!
    Io voglio continuare ad avere la forza,il coraggio,la sfrontatezza,anche la stupidità,
    se e quando serve,di provare.
    Saltare,saltare,saltare.
    Sbatterci la testa,la faccia,il muso.
    Cadere,se devo.
    Di schiena,di gambe,di pancia,di faccia.
    Non importa.
    Farmi male,se devo.
    Basta che il salto sia stato pulito,puro,forte.
     
    E basta avere sempre la forza di rialzarsi e sorridere.
    Ogni volta piu' in fretta.
    Ogni volta con piu' gusto.
    Ogni volta piu' forte.
     
    E voglio continuare a passare col rosso,quando mi va.
    Quando mi sembra che ci siano le condizioni per farlo.
    Quando il gioco ne vale la candela.
    Quando serve per recuperare un ritardo.
    O anche solo per sfizio,perchè no?
     
    Pericoloso?
    Dipende dai punti di vista.
    A chi vive a 200 all'ora,puo' sembrare piu' pericolosa un'innoqua rotonda,
    sicura,forte,ma troppo tranquilla,nella quale entrare e perdersi fra una
    precedenza da dare e una da prendere.
    O stare fermo in coda in attesa che qualcuno dall'alto dia il verde.
    Meglio schiacciare il gas e rischiare...
     
    Multa?
    Botto?
    Fa parte del gioco.
    E a me piace giocare.
     
    E voglio anche continuare a tenere gli occhi aperti,sempre,nel 2009.
    Attento a non perdermi la bellezza che mi circonda,e che a volte sembro vedere solo io.
    I tramonti...
    Dio,che tramonti che regala questa città...
    I colori al tramonto,fra il chiaro che muore dietro i denti alpini e le stelle che ci presentano la
    notte stuzzicando la collina di Superga dall'alto,irriverenti.
     
    Voglio continuare a godermi questi spettacoli anche dall'abitacolo dell'auto ferma in coda.
     
    Viaggiare.
    Nel 2009 voglio viaggiare dove ancora non sono mai arrivato.
    Non importa se col fisico o solo con la mente.
    L'importante è non vedere,dietro la linea dell'orizzonte,nulla,
    se non un altro orizzonte.
    Da raggiungere e conoscere.
    E poi superare.
     
    E voglio correre.
    In auto,in bici,a piedi,non importa.
    Voglio senitre il mondo soffiarmi contro il suo alito caldo di vento.
    Sul corpo e nello spirito.
    E continuare ad andargli incontro,sempre piu' veloce,fino a farne parte.
    E ricominciare da capo.
     
    E poi ancora voglio fortissimamente un anno di silenzio.
    Silenzio vergine,immacolato,puro.
    Voglio cercarlo,capirlo,digerirlo,farlo mio senza averne la proprietà.
    Voglio circondarmi di silenzio,non sentire che il nulla assoluto pulsare
    forte e rabbioso intorno a me.
    Voglio quella sensazione di pensieri ovattati,di immobilità morbida,perenne
    ed indistruttibile.
    Voglio quel silenzio dove un fiocco di neve che cade rimbomba all'infinito.
    Voglio racchiuderci dentro tutta la mia energia...
    Per poi sfondarlo senza limite alzando il volume della mia vita,godendomi
    il concerto perfetto,la musica che non esiste ma che sento di avere.
    Da qualche parte.
     
    Credere.
    Voglio continuare a credere in tutto ciò in cui ho creduto
    fino al 2008.
    Nell'amicizia,nel valore dei gesti e nella forza delle parole.
    Nella potenza di un sorriso e nella dolcezza di una pacca sulla spalla.
    Nell'Amore invece che all'amore,nella gente e negli uomini,quei pochi ancora
    che intravedo,nascosti,in giro per le città.
    Alle fiabe,ai racconti,alle leggende,alle utopie.
    Voglio continuare a credere che volere è potere fino a sembrare pazzo.
    Perchè...
    "Chi ci ha già rinunciato
    e ti ride alle spalle
    forse è ancora
    più pazzo di te".
     
    E non dormire.
    Voglio continuare a non dormire.
    Voglio inseguire la notte di città in città,di piazza in piazza,di casa in casa,da uno sguardo all'altro.
     
    Avro' l'eternità per dormire,riposare,arrendermi al tempo.
     
    Almeno ancora per questo 2009 voglio che sia il tempo ad arrendersi a me.

    Auguri BJ


    L'ultimo regalo è sceso direttamente dal cielo.
    Sotto forma di quella candida neve che,come dice
    qualcuno,muove le onde del mio mare facendo si che qualcosa
    arrivi a riva,sulla spiaggia di queste pagine che di tanto
    in tanto mi diletto a riempire.
     
    Bianca,copiosa,fredda.
    E,ovviamente,silenziosa.
     
    Il suono della serranda del locale viene assorbito dai fiocchi
    abbondanti che riempiono l'aria e il vento.
    E,piano piano,le strade.
    I pochi passi chemi separano dall'auto non hanno il tempo di
    vivere.
    Giusto il tempo di lasciare una tenue traccia e via,a sparire sotto
    altra neve.
     
    Nessuno in giro,vuoi per l'ora,vuoi per le condizioni.
    L'alba è lontana ma non lontanissima,il sole comunque
    un lontano ricordo.
    Piazza Vittorio imbiancata è uno spettacolo che merita una passeggiata,
    anche al freddo,anche solo.
    Anche adesso.
    Snobbo i portici per gettarmi nella tormenta,armato di giacca,
    cappello e tanta voglia di pensare un po'.
    Perchè 27 cominciano ad essere un bel numero,che non può scivolarti
    addosso come gocce di pioggia.
    Ti si attacca e non ti molla,proprio come neve.
     
    27 e non sentirli,non volerli sentire.
    Voler solo correre e magari scivolare come da bimbo,su questa
    strada bianca.
    La serata è stata piacevole.
    In molti sono accorsi per il mio compleanno.
    Alcuni sicuri,altri inaspettati.
    Alcuni assenti giustificati,altri meno.
    Ma chi contava,c'era.
    Sempre meno,sempre piu' presenti.
     
    Si è stappato,chiacchierato,bevuto.
    Ma non ballato.
    E andava bene così.
    Qualche foto,parecchi brindisi e tutti a nanna abbastanza presto.
    Il tempo di chiudere il locale e... silenzio.

    Neve,silenzio,freddo.
    Il dopo serata non c'è,un po' perchè davvero non c'è,un po' perchè
    comunque non potrebbe esserci.
    Perchè qualcuno rincasa presto.
    Qualcuno è stanco.
    Qualcuno ha i suoi.
    Qualcuno ha un gancio di qua o di la.
    Qualcuno ha comunque qualcosa,e chi non  ha nulla va via
    perchè,appunto,non ha nulla da fare nè nulla da chiedere alla
    notte.
    E' il segno del tempo che passa.

    27 non sono tanti,ma pesano doppio quando chi ti circonda
    non regge il peso dei suoi.
     
    Rimane pero' la neve.
    E' lei che mi invita a non rincasare. Non ancora.
    Ancora un giro di piazza.
    Ancora un giro di pensieri.
    Ancora un nastro di impronte da lasciare al mondo,
    prima che anche loro vengano inghiottite.
     
    Come i miei pensieri.
     
    Auguri BJ...