| Giuseppe's profileBJ CHIAMA ITALIAPhotosBlogLists | Help |
Lettera ad un amore sbagliatoNon piangere.
Soprattutto se non hai ancora cominciato a farlo.
Non piangere perchè comunque,per certe cose,non ci sono mai stato portato.
E l'elenco sarebbe lungo.
Certamente più lungo dell'elenco delle cose che,invece,son riuscito a fare.
Prendi i puzzle,per esempio.
In casa mia non ce n'è nemmeno mezzo,al limite una decina di quadretti di foto accrocchiate
alla meno peggio,per far si che i ricordi,vanitosi,si specchino un pò e facciano bello
sfoggio di se stessi fra i meandri della mente.
Ma puzzle,no.
Nemmeno l'ombra.
Per cui non piangere,anche se non lo stai facendo e già mediti di non farlo mai.
Perchè la vita,in fondo,altro non è che un puzzle.
Il cielo,o chi ne fa le veci,manda giù ogni giorno una cascata di pezzi.
A vario titolo.
Ed in ordine rigorosamente sparso.
Scientificamente casuale.
Sta a noi,poveri cristi senza nemmeno l'onore di una croce,scovare quelli giusti fra
una miriade di errori.
E,una volta fatti nostri,provare a comporre la figura della nostra vita,senza fra l'altro
che ci venga data una copia,un canovaccio,uno straccio di linea guida da seguire
nella nostra opera di montaggio.
Niente di niente,nemmeno uno schizzo su carta di destino.
E diventa così facile sbagliare... per cui non piangere.
Anche se non ti passa nemmeno per un attimo fra i pensieri,fra quei sospiri tremuli che trasformano
in tiepida e vissuta l'aria fredda di questa stagione dai colori intensi,al tramonto più che all'alba.
In fondo non abbiamo colpe.
Soprattutto tu.
Perchè i nostri due piccoli puzzle,sin dall'inizio,incastrarsi si incastravano.
Eccome.
TAC.
Suono secco e preciso,cartoncino dentro cartoncino a schioccare su base di vetro.
TAC.
Incastro perfetto che quasi non lasciava spazio a dubbi e ripensamenti.
Quasi.
Perchè nei puzzle,e così nella vita,non è mai il singolo incastro a far primavera.
Proprio come quella rondine solitaria.
E' una bestia strana,la vita.
Camaleontica,mai ferma,anche quando sembra immobile.
Come un grosso fiume.
Come il mare di inverno o il cielo delle notti d'estate.
Come la neve ai bordi delle strade quando la città dorme.
Così ciò che ieri ti sembrava magico e perfetto,oggi ti lascia perplesso.
Fino magari a portar nausea,domani.
Il tempo,dicono,darà ragione.
Aiuta e cura i mali.
Non è tanto il tempo,quanto il prender coscienza,con l'aumentare degli incastri,
di ciò che il nostro puzzle sta diventando.
Non tanto per questione di forma,che bene o male è quella li indicata sulla confezione
dai mille colori.
Quanto per l'immagine,o,meglio,l'insieme di immaigni.
Non puoi accorgerti subito di quanto disti dalla figura perfetta.
Ma pezzo dopo pezzo,un'idea te la fai.
E' li che il dubbio si infila nello spiraglio che quel "quasi" aveva tenuto aperto.
E' li che devi prendere delle decisioni.
Oddio,devi.
Non è detto.
Si può anche andare avanti così,facendo finta di nulla.
Quanti puzzle avrai visto in giro per le case di amici essere incompleti o inesatti?
Non muore nessuno.
Stonano solo un pò,nella loro cornice raffinata,tutta lucida e brillante.
Messi comunque in mostra da chi su quel piccolo errore ha la forza di riderci su.
E' andata così... che faccio?
Riparto da zero ad incastrare più di mille pezzi ognuno al suo posto?
Alcuni,più consapevoli o molto meno coraggiosi (la differenza è talmente minima...),
li tenogno all'ombra,nella stanza secondaria,in uno sgabuzzino.
Lontano dalla luce e dagli sguardi altrui,sempre troppo curiosi e irriverenti.
Ma a loro,consapevoli del fatto che il trucco c'è e si vede,l'errore fa male due volte.
Noi siamo quelli che nel bene o nel male il coraggio lo si tira fuori,quando serve.
Troppo perfezionisti,troppo esteti.
Troppo pretenziosi.
Fedeli a quella frase che dice che "chi si accontenta gode... così così".
Per questo ti ripeto di non piangere,anche se lo vedo da me che non ne
hai comunque voglia.
Perchè nel bene o nel male,tutto ciò che nasce dal coraggio non può che dare buoni frutti.
Lo dice la Storia e tante piccole storie con essa e in essa.
E allora non piangere come quel giorno in cui con una manata decisa e delicata hai disfatto
quel piccolo puzzle che riposava sul tuo tavolo già da un pò.
Non farlo,perchè hai fatto bene.
I pezzi magari combaciavano anche,ma l'immagine che ne scaturiva era sbagliata.
Si notava e si sarebbe notato troppo,una volta incorniciato e appeso nel salotto del tuo domani.
Riparti da zero,sempre senza paura.
Non piangere,non appesantire gli occhi di inutili lacrime,ma tienili puntati dritti verso il cielo,
che continuerà e continua amandare giu' pezzi di puzzle tutti per te.
Alcuni giusti,molti altri meno.
Catturali,falli tuoi e riparti,con pazienza e sapienza,e un briciolo di esperienza in più,a
dare un'immaigne alla tua vita che sia degna di te.
Degna dei tuoi sogni,delle tue ambizioni,degna di ogni singola goccia di sudore
che è scesa e scenderà ancora dalla tua fronte.
Sono sicuro che l'immagine finale,domani o appena appena dopo,sarà perfetta.
Com'è giusto che sia.
Per questo ti dico di non piangere.
E so che non lo farai.
Quanto a me...
Beh,per certe cose,non ci sono mai stato portato.
E l'elenco sarebbe lungo.
Certamente più lungo dell'elenco delle cose che,invece,sono bravo a fare.
I puzzle,per esempio.
In casa mia non ce n'è nemmeno mezzo...
E non ce ne saranno ancora per... per...
Per un pezzo.
Quel pezzo che mancherà sempre al mio puzzle,destinato a rimanere incompleto...
Il pezzo mancante sarà quello che andrò a cercare in ogni angolo di vita,in ogni scampolo
di avventura,in ogni viaggio nuovo,in ogni sorriso guadagnato o regalato,in ogni notte
a cui rimboccherò le coperte al sopraggiungere del sole,in ogni brindisi,in ogni urlo
contro il cielo,in ogni canzone che sentirò mia e solo mia...
E' quel pezzo che so che non troverò mai a condannare il mio puzzle.
Incompleto ed infinito nella stessa misura.
PasseggiataLa penna sussurra alla mia voglia di scrivere che è ora.
Ma la vita urla ad alta voce,e la mia voglia risponde. Così in un amen mi ritrovo per strada.
Sempre lei,sempre uguale e terribilmente sexy... e di tanti pensieri,idee e concetti,non mi rimane che il ricordo di qualche immagine... Che per un testo non c'è tempo. La colazione in piazza Vitto,la rosea compagnia della Gazzetta al tavolo con me.
Attorno gente e grigio a nascondermi la vista della Gran Madre. Adoro questa foschia che non è nebbia,gentile,rispettosa di ciò che va a sfiorare,senza coprire. Mi lancio per i portici,perchè a star troppo fermo,più che il freddo,può la noia.
Via Po e le luminarie natalizie... già pronte in rampa di lancio a far da corollario a sogni che forse non si avvereranno mai. Bancarelle ovunque,quasi il baloon si fosse spostato dalle strade di Porta Palazzo al riparo di queste colonne secolari,
per giocare a nascondino con l'inverno e non farsi trovare quando il buio e il freddo saranno quelli veri.
Non mi fan nè caldo nè freddo tutte queste coppiette,mano nella mano a guardar vetrine...
Passo davanti a un negozio,incrocio lo sguardo della ragazza che ci lavora,che da quando si è fidanzata ha cancellato un tot di numeri dal telefono.
Fra cui,ovvio,il mio. Rispondo con un sorriso divertito al suo volto sorpreso... e penso che no,davvero,queste coppiette non mi fan nè caldo nè freddo. E nemmeno tiepido... Fra i tanti artisti di strada spicca il trio jazz in piazza Castello.
Melodie natalizie,fan venire voglia di cioccolata calda e danno una botta di allegria all'aria sonnolenta di questa domenica. Resisto per qualche kilometro,ma anche io sono un uomo e,come diceva Oscar Wilde,resisto a tutto,tranne alle tentazioni.
Il consumismo mi scuce 10 euro,ma in fondo il cd li vale. Torno sui miei passi,e mi innamoro ancora di Piazza Carlo Alberto.
E,ancora una volta di più,della mia città tutta. Che oggi sa di Parigi,ma con qualche sorriso in più. I lampioni,accesi già da un pò,solo ora alzano la voce.
Anche il freddo comincia a sembrare più credibile. Adoro anche lui. Questo freddo. Fa sembrare più calda anche una piccola casa di 30 mq.
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