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    FINALMENTE!!!

     
    Quasi non ci credo...
    Ma finalmente,dopo mille buchi nell'acqua,che ancora un pò e aprivo l'oceano come manco Mosè...
     
    Ce l'ho fatta!!!!
     
    Anzi,me lo hanno fatto fare!!!
     
    Ho finalmente il media player che mi spara un pò di musica sul blog...
     
    Un grazie grande così a mio cugino Gianni (detto 'mpari GGGGGianni) che ha avuto:
     
    - l'imprudenza di dirmi che sapeva come fare;
    - l'incoscenza di cominciarea darmi una mano;
    - la pazienza di sopportarmi...
    - la voglia di scaricarmi le canzoni che mi servivano;
    - la voglia di scaricarmi di nuovo le canzoni se la versione non era quella che volevo io;
    - la costanza di inviarmele,metterle on line e mandarmi le varie URL.
     
    E basta,credo...
     
    L'apertura ovviamente è dedicata a Ligabue...
     
    Non è tempo per noi...
     
    Riassume vari concetti che sono mescolati nella mia mente e che provo,senza mai riuscire nè del tutto nè in parte,ad esprimere in questa cameretta virtuale.
     
    Forse ingenui o testardi,poco furbi caso mai...
    Non è tempo per noi,e forse non lo sarà mai...
     
    Infatti è tardi.
     
    Scappo.
     
    Ciao belli,comincia il week-end,si salvi chi può...
    Ecco,quello è un tempo per noi...

    PICCOLE GRANDI SODDISFAZIONI

     
    Buon anima di Claudio non riusciva proprio a capirci.
    Non che ci provasse più di tanto,a dire il vero.
    Ma non se ne capacitava.
    Due pivelli che facevano le corse per arrivare a lavoro il prima possibile.
    Prima dell'orario stabilito,le solite 15.30.
     
    No,io e Alberto (chissà che fine ha fatto,anche lui...) ci facevamo trovare li per le 15.00 .
    A volte anche 14.45.
     
    Onestamente non ricordo l'anno preciso,ma ricordo ancora con tenerezza il motivo del mio voler lavorare: comprarmi finalmente la bici da corsa.
    E non una qualunque,ma quella di Damiano Ruo Berchera...
    Mio compagno di scuola passato dalle corse in bici con noi scapestrati in giro per le colline torinesi ad una vera e propria squadra di ciclismo...
    Ai miei occhi,un mito destinato a duellare sulle cime del giro e del tour con Pantani...
    E invece chissà che fine ha fatto,il buon Damiano.
     
    Puntuale Alberto si presentava sotto casa mia in quei roventi giugno-luglio-agosto con una scassatissima Panda 30.
    Agli occhi di oggi,un rottame su 4 ruote che si muoveva per miracolo,alimentato da benzina e qualche preghiera.
    Agli occhi dell'epoca,la porta d'accesso per la libertà.
     
    Potesse parlare,quella macchina...
    Ma anche lei,chissà che fine ha fatto.
     
    14.30,due colpi di claxon e via.
    Ogni volta a ripetere a mio padre che andavo a lavoro prima perchè... perchè si.
    Tanto non avrebbe nè capito,nè approvato.
    Nè ricordato... e piuttosto che spiegare ogni volta,non spiegavo.
     
    Il Pandino grigio lavatrice non aveva nemmeno idea di cosa fosse l'aria condizionata.
    La cosa che più le si avvicinava era la manopola del finestrino...
    Hop-hop-hop... 3 giri e finestrino giù.
    Almeno respiravi.
     
    E il discorso non cambiava certo per l'autoradio...
    Unici rumori consentiti a bordo erano scricchiolii assortiti (sedili,gomme,ammortizzatori,lamiera) e un claxon sgangherato.
    Così mi portavo dietro la radio di camera mia.
    4 pile grosse ed una cassettina per il ritorno,che alle 19.30 la radio non prometteva mai grandi cose...
     
    Ma all'andata...
     
    All'andata non era "una radio".
    Era "la radio".
    Anzi,"La Radio".
     
    Era Albertino. Era Giuseppe. Era il caro vecchio mitico "Deejay Time".
    Quello coi Test di Giuseppe,da piegarsi dal ridere.
     
    Era poi il motivo per cui,come due deficenti (ma ci sono arrivato solo parecchi anni dopo... Claudio aveva ragione) io e Alby ci fiondavamo in anticipo a lavoro.
    Per poterlo ascoltare meglio,seduti,tranquilli.
    Perchè proprio a quell'ora passava il test di Giuseppe...
    Un'idiozia unica,un trash d'altri tempi.... ma quante risate...
     
    Io ero in quell'età li...
    In cui non sei nè carne nè pesce,però inizi a capire se sarai più carne o più pesce...
    In cui inizi a capire certe cose,a fissarti su alcune altre.
    E ad innamorarti...
    Di una donna,di una musica,di uno sport,di un certo tipo di vita,della vita...
    Di una radio....
     
    Io già all'epoca divoravo musica.
    Ma non avrei mai ascoltato una radio.
    Eran fumo negli occhi per me quelle voci che parlavano fra una canzone e l'altra.
    Perchè ascoltarle?
     
    Poi,la magia di Claudio.
    Un personaggio come non ce ne sono più.
    Perchè son sempre i migliori,quelli che se ne vanno.
    Aveva un'energia pazzesca,una simpatia unica.
    Sempre allegro,sempre col sorriso.
    Sembrava magico,uscito da chissà dove e destinato a chissà cosa.
     
    Era il capomagazziniere,comandava lui.
    Per cui se lui diceva "Radio deejay",quella doveva essere.
    E quella era.
     
    Così ascolta oggi,ascolta domani...
    Quella radio mi è entrata nella pelle.
     
    Specie Albertino,specie Giuseppe.
    Con quell'idiozia innata,quelle battute,le cazzate,la "erre moscia" e la "S sibilatissssssssssima".
     
    In quell'età dove cominci ad innamorarti della vita,ci metti un attimo a costruirti un mito.
    Ecco,per me Dj Giuseppe era un mito,come a suo modo lo era Claudio il capomagazziniere.
     
    Così sono andato avanti per anni ad ascoltare quella radio,quel programma,quelle voci,idolatrandole anche quando non ero più "obbligato".
    Perchè non lavoravo più li.
    E perchè Claudio non c'era più,portato via da un'assurda malattia.
     
    Poi il circuito tutto curve della vita ti porta un po' a spasso...
    E per quelli come me,che la vita la prendono ad alta velocità,ci sono parecchie sbandate,uscite di pista,polveroni...
     
    E mi ritrovo parecchi anni dopo a sentire quella voce parlare di me.
     
    Da non crederci...
     
    DJ Giuseppe che legge in radio lo spot di un evento Joint.
     
    Potete fare tutte le eccezioni che volete.
    E avreste ragione...
    La radio è solo "una radio",non è più "La Radio".
    L'evento non è organizzato direttamente da me.
    Tutto vero...
    E sarei anche pronto a perderci le ore a dimostrare che invece no.
    Che invece io c'entro,perchè la Joint esiste tutt'oggi anche grazie a me...
    E,quindi,se quella voce dice "Jointweb.it",dice anche Beppe... e la mia storia,le mie curve,i miei polveroni.
    Ma non lo farò.
     
    Sarebbe come perdersi nello spiegare ad una ragazza perchè per me è così incredibilmente bella.
    Quando invece basterebbe baciarla....
     
    Allora lasciatemi baciare questa piccola grande soddisfazione...
    Il punto di arrivo di una storia nata per caso parecchio tempo fa.
     
    Anche Claudio ci riderebbe su un casino.
    E,se lo conosco un pò,in qualche angolo dell'universo,lo starà facendo...
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

    Ultimo bollettino di guerra

     
    Il bollettino di guerra non lascia adito a dubbi.
    Nè a commenti di alcun genere.
    E' freddo,lapidario,conciso e preciso.
    Non sbaglia mai,lui.
     
    Questa volta il bollettino di guerra è pesante.
    Più del solito,più del lecito.
    Più di noi.
     
    Non che non ce lo aspettassimo.
     
    Era annunciato,atteso,per alcuni addirittura agognato.
    Come il pacco di Natale sotto l'albero allo scoccare del 25 dicembre.
     
    Qualcuno lo aspettava con tanto di conto alla rovescia,in una serata in cui alla rovescia è andato quasi tutto.
    Anzi,quasi tutti.
     
    Bollettino di guerra,dicevamo.
     
    Morti,dispersi,feriti. E non pervenuti.
     
    Feriti,soprattutto feriti.
    Colpiti da schegge d'alcool fuoriuscite da secchielli a go-go miste al "Lento-violento",artiglieria pesante diretta da Gigi D'Agostino che troneggia dalla consolle del Karma.
    La nostra postazione,la nostra piccola trincea nella quale ci rifugiamo,trema... trema... trema... fino a crollare.
     
    Feriti quasi tutti dicevamo...
    Caiara vittima di una testata involontaria...
    Fabbry vittima di Chiara...
    Chiara e Camilla vittime di se stesse.
    Simo un paio di volte lungo steso per terra.
    Io con un dito mezzo maciullato in un'improbabile orgia improvvisata sui divanetti.
     
    Gigi picchia,noi dietro di lui...
    Ancora alcool...
     
    Chico fa la spola fra il bar e il tavolo.
    Chissà perchè i secchielli arrivano mezzi vuoti.
    CHissà perchè si offre sempre lui di andare al bar...
    Chissà perchè ad un certo punto vola dal tavolo sul quale ballava.
    Chissa perchè ad un certo punto rimane a petto nudo.
    La camicia è un ricordo.
    La decenza,anche.
     
    Noi però siamo fatti un pò così,e quando raggiungiamo il limite,semplicemente,
    rilanciamo.
    Le ferite non bastano a fermarci.
    Ci rimarginiamo in fretta,noi. Specie di notte.
    Se poi questa notte è una di quelle "Certe notti"... beh...
     
    Ore 3 e qualcosa...
    L'artiglieria molla un po' il colpo,il generale Gigi se ne va.
    L'alcool non molla un cazzo,noi menoo di lui.
    Si rilancia.
     
    Altro giro,altra corsa.
     
    Via di Kebab.
    Rimaniamo 8 superstiti quando decidiamo di andare a concludere la nottata,la guerriglia,a casa di Camilla...
     
    E già raggiungerla,sta casa,per alcuni è un'impresa.
     
    Poi quello che succede li non è chiaro.
    Risa,sfottò e caffè.
    E il tempo che passa.
     
    Morti,feriti,dispersi... e non pervenuti.
     
    Non pervenuti coloro che non hanno partecipato alla battaglia... codardi.
    La guerra del compleanno di Chico non si doveva fuggire,per quanto pericolosa...
     
    Dispersi,soprattutto Luca,Stefano,Chiara e Cami junior.
    Abbandonati al loro destino alle 5 del mattino,o forse 5.30.
    Chissà il ritorno alla base che avventura.
     
    Feriti,tutti.
     
    Morti,uno.
    Rinvenuto all'alba delle 11 del mattino successivo.
    Sul proprio letto (raggiunto chissà come),sotto un timido copriletto,con ancora addosso scarpe,jeans,camicia,giubbitto,lividi e segni del devasto.
    A scambiar la luce accesa per il Sole.
    Si,lui. Il festeggiato.
    Chico.
     
    E io?
     
    Io per raggiungere camera mia non ho dovuto farmi luce col display del telefonino.
    Non questa volta.
    Che la luce c'era già...
    Ora del decesso 7.02.
     
    Domani è un'altra guerra.
     
    Auguri,Chico.
     
     

    Metti un week end a Parigi...

     
    Parigi.
    Gare de Lyon.
    Binario 13,carrozza 17.
     
    Anche se la giornata è stupenda,i presagi non sono certo i migliori.
    In fondo sono napoletano.
    A guardare il cielo,verrebbe da fare il verso a Civoli... "Il cielo è azzurro sopra Parigi".
    Che più azzurro non si può. Neanche una nuvola ed un sole in gran forma.
    Splendente,come i tre sorrisi che mi scortano fino ai 2 gradini della mia carrozza.
    17. Sempre al binario 13.
     
    Sono i sorrisi di Vale,Sara e della splendida Eleonora.
    Sorrisi reduci,come loro,come me,come noi.
     
    Reduci da una nottatona che si è conclusa col sole che già faceva le prove della splendida giornata di oggi.
    Nottatona fitta di incontri,chiachiere in più lingue,camminate,risate...
    Una notte erasmus,mi verrebbe da dire.
    Ma non ho ancora la completa padronanza del termine (come potrei?)... per cui non lo dico.
     
    Saluto i miei angeli custodi,cerco il posto,mi siedo.
    Anche se in stazione non ho trovato la Gazzetta,penso di essere comunque attrezzato per il viaggio,che sarà lungo.
    Molto lungo... ancora non immagino quanto.
     
    In fondo un Ken Follet da cominciare,una settimana enigmistica e un Caressa da rileggere per emozionari un po' dovrei farmeli bastare...
    E poi ho con me una sacca piena di ricordi freschi freschi.
    Potrei stropicciarli un pò durante il viaggio,per sentirmi meno solo.
     
    Che precisione,i francesi... 14.14,il treno si muove. Parte.
    Adieu,Paris...
     
    Città enorme,ma giusto il tempo di prendere velocità e ci si ritrova in mezzo al nulla.
    Campagne infinite,sembra di essere nel bel mezzo della maremma...
    Solo verde,verde,verde...
    Sicuramente vi sarà capitato,da piccolini,di viaggiare in macchina,magari abbandonati sul sedile posteriore,coi genitori (o chi per essi) davanti a parlare e voi (noi) a giocare col paesaggio che sfila via veloce...
    Con la manina a simulare il moto ondoso del mare,con quella specie di su e giu fluente...
    Ecco,il paesaggio è esattamente così,una manina abbandonata su un sedile posteriore la ricalcherebbe alla perfezione...
     
    Ogni tanto qualche ruscello...
    Chissà se confluiscono tutti o anche solo uno nella Senna...
     
    Già,la Senna...
    Ha un qualcosa di magico,quel fiume. Forse per il nome,che riporta ad una mezza divinità dei nostri giorni,il grande Ayrton...
    E' solo un fiuma,ma...
    Solo ieri sera mi ci son perso...
    Saran state le 5,e mentre si aspettava il Noctilien (il pullman di notte) mi son ritrovato a fare mille pensieri proprio li,a bordo fiume...
    Cielo limpido,poche stelle e una gran luna a spolverare i tetti parigini e le guglie di Notre Dam...
    Un'immagine stupenda,non ho potuto esimermi dallo scattare decine di foto...
    E il fiume li sotto... Ho fotografato anche lui.
    Chissà poi perchè.
     
    Quando il corpo è debole,è più facile farsi suggestionare.
    E forse la festa da Aldo mi ha reso vulnerabile alle suggestioni...
    Potete capire,a Parigi di notte le suggestioni abbondano come le luci colorate a Natale.
    Ovunque...
     
    Eh,la festa da Aldo... Aldo chi?
    E che ne so... uno.
    Uno italiano.
    Uno italiano che studia a Parigi.
    Uno italiano che studia a Parigi in erasmus.
    Uno italiano che studia a Parigi in erasmus e che ha fatto una festa.
    Uno italiano che studia a Parigi in erasmus e che ha fatto una festa a cui è andata Eleonora.
    E con lei io.
    E con lei io e altri 70 invitati.
    Dei quali si e no la metà manco sapevano chi cazzo fosse,Aldo.
    Ma dicono che in Erasmus sia così.
    La festa di un erasmus è la festa di tutti gli erasmus.
    E dei loro eventuali ospiti.
    Non servono inviti,requisiti... solo la voglia che,a quanto pare,da ste parti non manca neanche un pò.
    70 invitati in 50 mq.
    Fantastico.
     
    Gente da ogni parte d'Europa,e del mondo,data la presenza di americani e canadesi...
    Una concentrazione di nazionalità così ampia in uno spazio così angusto la puoi ritrovare solo nel Risiko...
     
    Sto stropicciano questo ricordo,e ancora non ho toccato nè Ken Follet,nè la settimana,nè Caressa.
    Viaggio da solo e in compagnia.
     
    Il solo è ancora altissimo,Parigi lontana,la civiltà anche...
    Sempre campagna,ondulata,qualche ruscello.
     
    Ogni tanto uno sporadico villaggetto nel mezzo del nulla.
    CAsette tutte identiche e raggruppate intorno ad una chiesa...
    Sembrano finti... Chissà come dev'esser vivere li,ad ore di macchine da qualsiasi cosa.
    Secondo me è in un posto così che girano Smallville...
    Poi un cimitero,e mi viene in mente il "mitico" Père-Lachaise,il cimitero dei miti.
    Le tombe di Oscar Wilde,Jim Morrison,Moliere,Balzac e via dicendo...
     
    Perdersi in un cimitero un pomeriggio a Parigi.
    E ed essere seriamente assaliti dal dubbio di essere rimasti soli e abbandonati li dentro.
    Con Ele succede anche questo,e resisti l'assalto anche di questa paura.
    Perchè con Ele ridi anche in queste occasioni "tragiche".
    Sostanzialmente con lei ridi sempre.
    "Risus abundat in ore stoltorum"... pero' manca anche da quella dei tristi.
     
    Gli avvisi dello staff del TGV mi richiamano alla realtà.
    Un guasto al tgv,piccola pausa a Chambery (siamo già a Chambery????? ma se sono solo a pagina 12 de "I pilastri della terra"!!)...
     
    Forse ho lodato troppo la perfezione dei trasposrti francesi,nettamente superiori ai nostrani...
    O forse è proprio questione di 13/17...
    Poi il tizio di fianco a me è napoletano 100%,sa la smorfia a memoria ed è un continuo "lo sapevo,lo sapevo... 13,17... li gioco sulla ruota di..."
    Va beh...
     
    Certo però che la metro... che figata...
    Girare una città enorme in un solo pomeriggio...
    Fra Sacre coeur,Chatelet e la caccia ai pantaloni reppusi che non si trovano,
    il foot loker dove fotografare la maglia dell'Italia con la scritta "4 volte Campioni del Mondo" e sottolineare al commesso che non la voglio comprare,voglio solo sfotterli...
     
    Passare sotto un palazzo in fiamme e non accorgersene...
    Con Ele succede,eccome.
    Ho scoperto che se vede una borsa o un vestito che le piacciono... aiuto!
    Non vede nient'altro.
    Manco gli incendi,appunto.
     
    Ecco,a proposito di guai...
    Il TGV è definitivamente guasto.
    Si scende a Modane e si cambia treno,che palle.
    "lo sapevo,lo sapevo,13,17,uè uè" di fianco a me...
    Ma si... Un'oretta di ritardo che vuoi che sia...
     
    Sto week end è stato un continuo ritardo...
    Come per la cena da Vale...
    Io e Ele dovevamo arrivare li alle 19,ci siamo presentati carichi come fantozzi quando va in vacanza alle 21 circa...
    E gonfi di quelle caramelle glassate dolcissime che io trovo quasi solo a PArigi...
    Fanno malissimo,ma sono il più buon veleno del mondo...
     
    Gonfi,ma non abbastanza da rifiutare la cena della mitica vale.
    Italianissime tagliatelle al ragù.
    In Francia. A Parigi. Godo.
    In compagnia di un buon vinello (per chi beve) e di Marco,SAra,Andrea e,appunto,Ele e Vale.
    La stessa Vale che ci ospiterà per la notte.
    Il rientro è da ridere,e quante cazzate all'alba sul suo lettone...
    A volte è proprio così che nascono aneddoti,miti,leggende,soprannommi... come "Jejuix"
    Quaaaaaanto ridere...
     
    Qui a terra a Modane si ride meno,la gente è nevrotica...
    Chi perde coincidenze,chi perde aerei,chi si lamenta solo per il gusto di farlo.
    E noi italiani siamo maestri in questo...
    Nel mezzo,io tutto solo che me ne frego e penso che quasi quasi,a Parigi ci torno.
    Prima o poi.
     
    Poi si risale sul nuovo TGV.
    Si riprendono gli stessi posti,ma alle carrozze va tolto l'1 iniziale.
    La 17 diventa solo 7. "E si che ora va tutto bbuono",fa il tipo.
     
    Speriamo.
     
    Casa è veramente vicina...
    Bardonecchia.
    Poi Oulx.
     
    QUante volte son sceso qui in treno...
    Sta stazione mi mette una tristezza infinita...
    Perchè da qui tornavo a casa dopo i miei primi week end da solo,in montagna...
    Mi sembrava di tornare in prigione...
    Dorata,per carità,ma prigione.
    E un po'  di quel magone che mi attanagliava all'epoca,mi prende anche ora...
    Il sole che tramonta,quelle panchine di legno che si allontanano lentamente,lentamente...
    Forse è solo suggestione.
    In fondo sono stanco. Parecchio.
    Proprio come quella notte sulla riva della Senna...
    Le suggestioni ne approfittano...
     
    E pensare a quel periodo,a queii week end dove Sauze d'Oulx ti sembrava irraggiungibile e andarci ti faceva sentire libero di "girare il mondo"... beh,mii fa capire che il tempo passa.
     
    Sono lontani i tempi di quei week end.
    I tempi dei 17 anni.
    I tempi del liceo...
     
    Quel liceo dove incontrai e conobbi Eleonora...
     
     
    Ho sempre detto che uno dei miei sogni era svegliarmi un mattino con lei di fianco,magari sul comodino.
    Per cominciare bene la giornata. Con un sorriso.
    Beh,ora so che è davvero così.
     
    Au revoir,Paris.
     
     
     
     
     
     
     
     
     

    LA RICETTA DELLA FELICITA'

     
    E si perchè in fondo la felicità,come quasi tutti gli stati d'animo dell'essere umano,
    non è un qualcosa che ti cade in testa così com'è...
    Non è un regalo terreno,un dono divino,uno status mentis che trascende la realtà...
    Macchè.
     
    E' un cocktail. Nè più,nè meno.
    Un cocktail di sensazioni,emozioni,elementi che dà come risultato quello stato di "goduria" mentale che
    noi chiamiamo così.
    Felicità.
     
    Come cantava Al Bano (ma non muore mai???).
    Non è una causa,ma una conseguenza...
     
    L'effetto di mille stimoli esterni o interni che mixati,anzi scheckerati fra loro, fanno stare bene.
    E,come ogni cocktail che si rispetti,ha la sua ricetta.
    Pardon,le sue ricette.
     
    Perchè,a differenza di un buon Malibù,tutto è tranne che oggettiva.
     
    Ognuno ha la sua...
     
    Ogni persona ha la sua ricetta segreta.
    Un tocco di questo,2 grammi di quest'altro,3 mml di un'altra roba ancora...
     
    A dire il vero non tutti sanno di averla...
    C'è chi la cerca da una vita,e magari ce l'ha sotto al naso...
    Anche perchè a volte è una ricetta talmente semplice... Ma talmente semplice...
     
    Per esempio,sabato sera io sognando distrattamente del domani ho infilato le mani in tasca,e ci ho trovato un fogliettino stropicciato...
    Chissà da quanto tempo stava li...
     
    Recitava così:
     
    "Prendete una sera qualunque e conditela con una luna che c'è e non c'è,
    contornata da un mare di stelle che ci sono,e restano;
    salite su un'auto rigorosamente senza tetto e portate con voi un paio di etti di buon R'&B stagionato;
    Prendete 15 km di strada buia,liscia e scorrevole,percorrete a velocità sostenuta (ma non troppo)
    per circa 20 minuti,facendo bene attenzione ad ogni singolo profumo;
    Mescolate il tutto con delicatezza,facendo attenzione che il vento fra i capelli non sconvolga i pensieri più di tanto;
    Durante il tragitto,ricordarsi di sbirciare l'eclissi di luna;
    Alzare il volume quando arriva L.L. Cool J.
    Infine,assaporare a grandi sorsi."
     
    Non so che nome avesse questa ricetta.
    Ma ne ho riconosciuto il sapore... per quanto breve,per quanto intenso.
     
    Libertà.