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    Quelli tra Londra e realtà.

     
    La tastiera è qui a pochi centimetri e mi guarda.
    E io guardo lei come fino a poche ore fa potevo guardare la cartina di Londra.
    Non so da dove cominciare.
     
    Dal viaggio in sè,dal preludio,dal concerto di Ligabue,da Giorgio,dagli occhi di Margherita,da Londra.
    Oppure da me.
    Dalla pioggia,dal tramonto,dai monumenti o dalle piazze.
    Dalla musica.
    O da niente,e lasciare parlare le foto,che bene o male un'opinione ce l'hanno sempre bella pronta.
     
    Perchè davvero,c'è troppo da dire.
    Troppi argomenti diversi fra loro e uniti solo ed esclusivamente dal contenitore.
    E che contenitore... Londra.
     
    Londra e i suoi dove,i suoi perchè,la sua pioggia dalla quale scappare in metro o sotto un ombrellino rosa.
    Londra e i suoi mercatini.
    Londra e la sua gente.
     
    Londra come un contenitore nel quale mescolare,senza mischiare,diversi argomenti ben distinti tra loro.
     
    Forse,per non sbagliare,mi converrà,questa volta,attenermi alla stretta cronaca degli eventi,ben sapendo di far torto
    ai miei pensieri,che seguono altri schemi,altre vie.
     
    E allora tutto comincia quando dall'aeroporto di Caselle mi sbuca fuori una euforica e stanca Margherita,col suo sguardo magnetico e frizzante di vita al tempo stesso.
    Valigia in macchina ci si lancia nella notte di vigilia del grande viaggio fra classici urlati a squarciagola,cena all'ambharabar (e quando mai)
    e rientro per prepararsi a casa mia.
     
    Il mattino arriva presto,anche troppo,e lo Chef,Stefano,puntuale come non mai è già sotto casa ad attenderci per scortarci,armi e bagagli
    a Caselle... che già si riparte.
     
    Londra,aeroporto di Stansted.
    Non ho avuto nemmeno troppa paura questa volta.
    E non mi sono nemmeno perso nel tentativo (riuscito) di raggiungere casa del Dottor H.
    Giorgio Hermann,signore e signori.
    Una persona nella quale sono inciampato un paio di anni fa e che ancora mi trovo a sentire e... vedere.
    Vive a Londra da un pò e si è offerto di ospitarci.
    Un grande,uno di quei personaggi che meriterebbe un capitolo a parte da questa pagina.
    Magari un giorno verrà.
     
    Saluti di rito,foto di rito,Hamburger di rito e io e la splendida Margherita salutiamo la periferia londinese per avventurarci
    fra metro e Bus nella fatidica Londra,a caccia del Koko,club nel quale Liga terrà il suo concerto inglese.
     
    Trovarlo non è poi così difficile.
    Coda velocissima (efficienza inglese) e siamo dentro.
    Di qui in avanti sorvolo,perchè un concerto di Luciano meriterebbe un'altra pagina a parte.
    Questo poi... con tutti quei classici rivisitati,da "Viva" a "Piccola stella senza cielo" e via dicendo in versioni nuove...
    Uno spettacolo.
    Un'energia che coinvolge anche gli inglesi presenti,tutto sommato ignari di ciò che li avrebbe travolti...
    Ed in effetti sono stati travolti anche loro,contenti di dimenarsi per stare a galla nel mare di parole e suoni a loro sconosciuti.
    Ma certe emozioni non hanno lingua,e anche un orecchio non troppo allenato sa distinguerle,catturarle e farle sue.
    E viverle,of course.
     
    "Chissà che penseranno gli inglesi,nel vedere sta folla in delirio per Liga..."
    "Che gli italiani sono stupidi!"
    "Beh,fra un paio di ore si ricrederanno!".
    Credo proprio che si siano ricreduti.
     
    Il concerto si gode pezzo per pezzo,e quando finisce,smaltita l'allegra tristezza che ogni concerto ti lascia,circola ancora
    in noi e nell'aria troppa energia per rincasare... troppa.
    Quindi ci si butta fuori,a farsi abbracciare da una città tutta da scoprire...
    Piccadilly Circus,Soho,Trafalgar Square,Leicester Square.
    Alla goccia.
    Senza mappa,senza cartina,solo seguendo l'istinto,fino a capire che dopo le 23 a Londra i pub chiudono.
    Per cui,non avendo il mood nè il look per una discoteca,ci si ritrova al McDonald's per una coca-cola.
    Un pò come in quelle "Certe Notti",ma senza l'Autogrill per ragioni logistiche...
     
    Poi taxi fino a Allfarding Lane,attraversando il centro della City.
    Un'esperienza da pagina a parte anche questa... che taxi,signorina Londra!
    Spaziosi,comodi e con una tv tutta per te... wow!
     
    L'indomani la sveglia suona presto,9.31.
    In barba alle 3.00 della notte prima.
    Colazione inglese (Thè) e via... ancora in giro.
    Perchè si,"I ragazzi sono in giro" e hanno voglia di rimanerci.
    Io e Margherita questa volta pianifichiamo con cura l'assalto alla capitale inglese: 12 ore per conquistarla e farci conquistare,
    nemmeno un minuto da gettare al vento,che da ste parti non manca affatto.
     
    Mattinata di shopping a Campden Town fra bancarelle tostissime e posti improponibili (presente il Cyberdog????).
    Magliette,spillette,borse,tazze,cibi di ogni tipo e da ogni dove. C'è tutto.
    E dove c'è tutto non può mancare la pizza. Andata!
    Dopo gli acquisti cheap (di Margherita,ovviamente) andiamo a rifarci gli occhi in  Oxford Street.
    Avete presente Via Roma (Torino) o via Montenapoleone (Milano) o via Condotti (Roma)?
    Ecco,elevate al quadrato.
    Questa è Oxford Street.
     
    Gli occhi ci mettono poco a rifarsi,specie quando le tasche non vanno di pari passo...
    Così non cacciamo fuori un penny e all'incrocio con Bond Street ci ributtiamo nel sotto suolo per andare via metro
    nel cuore della città: Westminster.
    Westminster Abbey e The House of Parliament con relativo Big Ben: la storia d'Europa è passata e passa
    da qui.
    Camminarci spensierati,magari a braccetto è un'emozione che percepisci anche senza riuscire a fotografarla in un singolo
    scatto.
     
    Ai margini dell'House of Parliament,dove la strada costeggia il Tamigi,non resistiamo all'invito di un prato inglese.
    Ci sdraiamo.
    Il sole,vedendoci italiani,esce allo scoperto e passa a salutare.
    Così passiamo mezz'oretta buona di pausa,sdraiati al sole circondati da torri alte centinaia di metri che sanno di storia.
    Mezz'ora di giochi e carezze,foto,battute,pensieri.
    Mezz'ore in cui sembra quasi che sia Londra a venirci a scovare,a conoscere,ad annusare per prenderci le misure.
    Noi che in quel momento ne  abbiamo solo per noi.
    Forse il momento più bello,perchè quello più "Leggero".
     
    Quando anche il sole si stufa di spiarci e le nubi reclamano il loro spazio,riprendiamo la marcia non forzata.
    London Bridge,Ospedale (che sennò l'infermierina non è contenta!!!),e poi la ruota panoramica che domina la città,il
    London Eye.
    10 minuti buoni di terrore per chi soffre di vertigini come il sottoscritto.
    Nulla di paragonabile all'infarto che si prendono le nostre tasche:un giro fa 16 pounds. A voi conti e commenti.
     
    Londra dall'alto non è poi così differente che dal basso.
    Ma ci stava,dai.
     
    Il giro panoramico non mozza il fiato,ma nemmeno la fame,così appena scesi eccoci alle prese con un hot dog
    "Seduti in riva al fosso",una panchina che più inglese non si può in riva al Thames.
    Goduria.
    Sia per la vista che per l'hot dog.
     
    Il sole,o ciò che ne resta,comincia ad averne abbastanza di giocare a nascondino con le nuvole.
    Piano piano scende,e noi ci affrettiamo verso la penultima meta: Buckingham Palace.
    Onestamente?
    Palazzo Reale a Torino è molto meglio.
    Però la foto sfottò alle guardie della regina vale la camminata sotto la pioggia,che ora sembra incattivirsi per poi
    tirare il fiato pochi metri più in la,indecisa sul da farsi anche lei.
    Indecisi,a questo punto,non lo siamo noi...
    Manca una cosa sola da vedere.
    Oddio,una... Ne mancano un milione.
    Ma il nostro piano di battaglia teneva conto di ritmi umani,e sta funzionando alla grande.
     
    Metro da Victoria fino a London Tower.
    Eccoci a varcare il mitico Tower Bridge.
    Signori,francamente uno spettacolo.
    Il buon Giorgio,generale capo data l'esperienza,aveva buttato sul tavolo un solo consiglio:
    si a Tower Bridge,ma non prima delle 19.
    Perchè al tramonto è tutta un'altra cosa.
    Le foto,più di qualsiasi altra parola,non possono che dargli ragione. Chapoux (o come cazzo si scrive).
     
    Uno spettacolo di luci,riflessi,colori,suggestioni. Emozioni.
     
    Quando il sole abbandona la scena definitivamente,noi non facciamo che imitarlo.
    Il commiato da Londra è grandine.
    Una grandinata improvvisa... che ti ricorda che Londra è così.
    Può amarti o odiarti,ma sempre e comunque senza preavviso.
    Come un'auto che arriva in corsa mentre tu attraversi la strada guardando dalla parte sbagliata,che qui guidano a sinistra...
     
    La metro,ancora lei,ci salva dalla rabbia del cielo.
    Chissà dovuta a che...
    Forse in troppi,ieri,al Koko,gli avranno "Urlato contro".
     
    Riaffioriamo in superficie in periferia,a Clapham Common.
    Con noi,col buio e il freddo,riaffiora la fame.
    Non sono le 23,i locali non sono ancora chiusi.
    Il "People's republic",con le sue candeline e la sua cucina accettabile si presta ad accogliere me e Margherita e coccolarci un pò,
    noi a coccolarci di rimando,per stare al passo.
    Gli ultimi abbracci che sanno già di fine dei giochi,che i giochi stan finendo davvero.
    Il conto,la porta,il freddo e l'acqua,ancora,il Pullman numero 37,rigoroso piano di sopra.
    Casa,valigie,pigiama,letto.
     
    Di qui in poi è tutto così veloce,rivisto ora seduto da casa.
    Veloce e lontanissimo,molto di più di queste 12 misere ore trascorse.
     
    Sveglia alle 3.30,taxi,Victoria Station.
    Attesa del Bus per l'aeroporto,abbracciati per affetto e per effetto del vento.
    La navetta attraversa la City,ignara del sorgere del sole alle sue spalle.
    Il contrasto fra i monumenti scuri e il cielo che schiarisce di laggiù è da brivido.
    Più del vento che taglia la faccia quando il driver apre le porte.
     
    Stansted Airport,insieme.
    Check In,separati.
    Lei,Roma. Io,ancora mi domando perchè,Bergamo.
     
    Gate,perquisa,le ultime risate,le cazzate comprate al duty free per far fuori gli ultimi spiccioli.
    Gli imbarchi.
    Numero 42,Bergamo.
    Numero 44,Roma.
     
    Come direbbe Liga "un bacio e via",si torna a vivere a orecchio e...
     
    "E cadono parole come pioggia sulla strada
    forse verrà domani il sole che le asciuga".
     
     
     
     
     

    V2Day: Io c'ero. E contnuerò ad esserci.

     
    Ho rischiato di non andarci,a vedere Beppe grillo dal vivo.
    Perchè la nottata precedente era finita quando il "Vaffanculo Day 2" lanciava i uoi primi messaggi,alle 9 del mattino.
    E allora dormi qualche ora,riprenditi in una casa che non sembra manco la tua dal casino che c'è,conta e sveglia i superstiti che si sono accampati alla bene e meglio... e il tempo corre.
    Mangia,gioca,saluta.
    Si fa tardi,e il lavoro chiama.
    Così mentre accompagnavo a casa Chico,l'ultimo compare rimasto,rimpiangevo il fatto di non aver mantenuto una mezza promessa con me stesso...
    Partecipare al V2Day,vedere Grillo dal vivo nella mia Torino.
     
    Ma salutato Chico,attraversando le vie del centro città mi sono detto che non potevo perdermelo.
    Che anche un salto,veloce,simbolico,dovevo farlo.
    Dovevo.
     
    E allora,come tante volte mi capita,ho cambiato direzione e via,il muso de "La Perla Nera" si è diretto verso una delle tante
    magnifiche piazze della mia magnifica città: Piazza SAn CArlo.
    Dove fra i palazzi signorili,le chiese e il "Cavallo di bronzo" un piccolo uomo venuto da Genova faceva battere il cuore a...
    Non so... 60'000,70/80/90'000 persone.
    Vive.
     
    Giovani,vecchi,mamme,bambini,alternativi,fighetti,distinti,calvi,capelloni,sportivi,obesi...
    ma tutti dannatamente vivi.
    Vivi.
     
    Ho sentito Travaglio,Grillo... i soliti grandi.
    Ma giuro che piu' di tutti mi ha colpito la figlia di Aldo Moro.
    Ha fatto un discorso di un'intensità emotiva e morale allucinante.
    Pagherei non so cosa per essere in grado di  scrivere,ma anche solo pensare un discorso di quel genere.
     
    Ha parlato a braccio.
    Ha preso la somma di luogo,data e palco e le ha dato un altro risultato,a dispetto del contesto ha semplicmente parlato di Vita.
    Di quella sua vita spezzata e segnata in maniera tragica dalla politica,dalla fine che ha fatto suo padre.
    Ha lanciato un segnale forte: l'uomo,nonostante tutto,ha in se la forza per andare oltre,per guardare avanti.
    Ha parlato della dea Egiziana che giudicava i morti,prima del loro ingresso nell'aldilà: ne predeva il cuore e lo poggiava
    su un piatto della bilancia.
    Sull'altro piatto una piuma.
    Se il cuore dell'anima spirata risultava essere Leggero qunto la piuma,allora l'anima era meritevole di accedere all'aldilà.
    Perchè un cuore Leggero era,ed è,sinonimo di una vita vissuta nel giusto.
    Un cuore Leggero non ha nulla da nascondere nè da farsi perdonare.
    E allora ha salutato la folla con un solo,semplice,banale consiglio: di vivere Leggeri.
     
    Io un consiglio a mia volta ve lo do: cercate su google,youtube,beppegrillo.it,cercate cercate cercate il discorso della figlia di Aldo Moro...
    Vale più di mille altre cose.
     
    Uscito dalla piazza in effetti mi son sentito così,Leggero.
    Perchè in quella foto finale,con migliaia e migliaia di braccia al cielo con le dita a formare una "V",io c'ero.
    Consapevole di esserci.
     
    Vi lascio con le parole di Grillo.
     
     
     
    "Ieri a Torino eravamo in 120.000. Chi era presente lo sa e anche chi può informarsi in Rete. C'erano tutte le televisioni più importanti del mondo, dalla BBC a Al Jazeera. Loro racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno il fascismo dell'informazione.
    Hanno partecipato al V2 day almeno due milioni di persone. Le file ai banchetti erano lunghe il doppio dell'otto settembre. I primi dati delle firme raccolte sono di 450.000 firme. Nella storia repubblicana non è mai successo. Nessuno, nessuno è riuscito a raccogliere un numero simile di firme autenticate in un solo giorno. Non cercate l'informazione nei giornali o nelle televisioni, cercatela in Rete.
    Non esistono giornalisti buoni o giornalisti cattivi. Esiste un'informazione di regime o la verità.
    Voi siete giornalisti. Voi siete Beppe Grillo. Pubblicate le foto e i video di questo bellissimo 25 aprile in Rete, sui vostri blog, su Youtube.
    Grazie, Grazie, Grazie. Siete stati fantastici.
    Loro non molleranno mai, noi neppure.
    Per un nuovo Rinascimento."
     
     
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    - L.Ligabue,"Leggero".

    Una gita a Montecarlo

     
    Non mi capitava da anni ormai di svegliarmi così presto.
    Dai tempi della scuola.
    E come a quei tempi ripercorrere quella trafila di piccoli gesti,il pronti via prima di
    uscire di casa...
    Sveglia alle 5.30 (poco importa che avessi chiuso il locale alle 2.30),scelta del vestiario
    in religioso silenzio per non svegliare i vecchi,pausa in bagno per sistemarsi e poi via.
    Ripercorrere quella stessa maledetta strada al buio,prima che si svegli il sole.
    Un ombrello a proteggermi dal nubifragio che imperversava dalla sera prima e via
    a chiudersi nel primo bar aperto per la colazione.
    In giro nessuno. Non un'auto.
    Solo io,l'acqua e il mio ombrello.
     
    Così è cominciata la gita fuori porta.
    Montecarlo.
    Il pretesto era il torneo di tennis internazionale del principato di Monaco,uno dei più prestigiosi
    tornei al mondo.
    Rispolverare la mia vecchia passione,il tennis appunto,era comunque la prima scusa buona che mi era
    capitata fra le mani per buttarmi sull'ennesimo pullman per l'ennesimo viaggio.
    Ormai stare fermo,a casa o anche solo a Torino,mi pesa.
     
    Eccomi allora sdraiato fra gli ultimi sedili,in mezzo a una trentina di volti semisconosciuti,
    che gli amici del tennis club San Mauro non li frequento piu' da un po'....
    Occhi appiccicati al finestrino per non farsi scappare nemmeno un colore e orecchie spalancate all'mp3
    che suggerisce un mix di Ligabue e J.Ax e R'n B. Bene.
     
    Nessuno dei miei soliti compari con me. Dannato lavoro.
    Nemmeno una piuma alla mia destra,per una giornata da sposini immersi nel lusso.
    Io e me e basta.
     
    Montecarlo,dunque.
    Bella.
    Come te la immagini.
    Lusso,lusso e ancoa lusso,una Porto Cervo un pò cresciuta.
    Stesse facce,stesse polo,stesse camicie che piova o che ci siano 40 gradi al sole.
    Stessa aria da VIP,che si tratti di un turista li per caso o di un VIp vero e proprio.
     
    Il Country Club di Montecarlo è in realtà piu' "modesto" di quello che ti puoi immaginare...
    Un paio di campi di livello (il centrale e il numero 1,stop),una piscina e poi gli immancabili stands
    dei mille mila sponsor... Rolex,Mercedes,Wilson... Robetta.
    Hostess a non finire,ventenni mozzafiato incollate a sessantenni che in confronto Briatore è un pivello e
    via così.
    Il tempo di ambientarci e scopriamo subito i barbatrucchi.
    Siamo italiani,no?
     
    Eccoci allora senza permesso arrampicati sui muri per vedere Federer che si allena...
    Non sono mai stato così vicino a una leggenda vivente,un ragazzone svizzero che sta letteralmente
    riscrivendo la storia di questo sport.
    Altri due passi non consentiti (in teoria) e ci troviamo a brindare a champagne nel salottino VIP,fra
    Spillo Altobelli,Guillermo VIlas,Jim Courier,Gigi Maifredi e via dicendo...
    Intrusi in tribina d'nore a Montecarlo.
    Mah.
     
    Un paio di foto,un giro a caccia di gadget ed è ora di ripartire.
    Di già.
    Di nuovo.
     
    Stessa posizione dell'andata,col berretto calato sugli occhi ad escludere la curiosità altrui dai miei pensieri.
    Ancora un'autostrada,io,i miei pensieri e il mio mp3 come compagno di viaggio.
     
    Anche questa è andata.
     
    Pronti per la prossima mossa...
     
     
     
    - "Beautiful",Snoop Dogg

    Fatemi capire... capita solo a me?

     
    Fatemi capire...
    Perchè comincio a preoccuparmi della mia sanità mentale...
    Capita solo a me di sentirmi come in un film?
    Di percepire la vita come un gioco,la realtà come non realtà...
    Di vedermi anche in terza persona,come fossi dall'altra parte dello
    schermo a gustarmi scatch e battute e avventure come se non mi toccassero
    in prima persona...
    Come girare nel cuore della notte a Torino con i soliti amici e salutarsi uno per volta,
    camminando e camminando e camminando...
     
    Capita solo a me o anche a voi di rimanere soli in un parcheggio,in macchina,
    sotto casa o in cortile,ad ascoltare una canzone finire col volume a palla prima di scendere?
    Guardando fuori dal finestrino il mondo che dorme e che dormendo si perde
    quello spettacolo,quella pioggia di emozioni...
    E vi viene voglia di ridere,cantando?
     
    Capita solo a me?
     
    Di prendere la pioggia come un pretesto per correre...
    A piedi,in bici,in auto...
    Sotto l'acqua...
    Che ha quel che di epico,ti da un pizzico di eroismo...
    E le gocce solcano la tua pelle,ti accarezzano,ti entranoo dentro quasi come a lavarti i pensieri e i sentimenti,
    cosicchè asciugandosi possano poi ritrovarsi come nuovi,con più voglia e più forza
    di prima di uscire dal tuo petto o dalla tua testa per affacciarsi al mondo e farlo loro...
     
    Capita solo a me di ridere di me stesso?
    Magari passando sotto casa di una ex con in testa e nelle orecchie la vostra canzone,
    o magari una canzone che parla di addii o tradimenti...
    E avere,ancora,voglia di riderci su...
     
    E stare degli attimi che ti sembrano eterni a fissare un soffitto,in quei sabato mattina
    dove davvero non sai da che parte cominciare... e allora ci provi davvero a non cominciare?
    Sono il solo a farlo?
    A letto,sotto le coperte calde della notte andata,ben sveglio e con lo sguardo in su...
    A pensare e non pensare...
    Semplicemente ad attendere un qualcosa che mi faccia scendere da li...
     
    Oppure,vi è mai capitato di perdervi,letteralmente perdervi,nel fissare la realtà?
    Un palazzo... una strada... una collina,una via,una piazza...
    Vederli scivolare via dietro una curva,sotto un ponte,spazzati via da un colpo di acceleratore,
    scorrere così sul vostro finestrino come fosse una TV...
    E pensare magari che un giorno vi mancheranno...
    Quando non ci saranno piu' loro,o non ci saremo piu' noi...
    Mai successo?
     
    Mai successo di andare appositamente in un posto,da soli,solo
    per vedere in santa pace un'alba o un tramonto?
    E nel vederli,innamorarvi di essi?
    Di quei colori,delle sfumature,dei suoni o dei silenzi ad essi connessi...
    No?
     
    O anche cose più banali... più quotidiane,sulle quali soffermarsi a riflettere per piu' di un secondo e mezzo...
    Sorridere a una ragazza che si incontra per strada,
    o magari avere voglia di impugnare il cellulare e scrivere un sms idiota ad un amico... così...
    Per ridere,per la voglia di farlo,per quell'energia che viene da dentro e che non si riesce a trattenere,
    imbavagliare,domare...
     
    E poi ancora e ancora e ancora...
     
    Rincorrere un pallone e pensare che per rincorrere un sogno in fondo basterebbe avere
    la stessa grinta e la stessa passione?
    Fissare un aereo e pensare che magari un perfetto sconosciuto,da lassu',sta fissando un puntino domandandosi chi sia...
    O cosa sia... O magari domandandosi se quel puntino,di laggiù,stia fissando quell'aereo che vola così in alto
    e così veloce...
    E quel puntino sono io?
    Uscire da una discoteca e cantare la canzone che piu' ti ha fatto muovere?
    O magari quella che proprio il dj non aveva voglia di mettere e non ha messo?
    Entrare in un bar,sedersi,prendere un caffè sfogliando un giornale e guardare,fra una pagina e l'altra,
    le facce nuove e sconosciute?
    Viaggiare in lungo e in largo tanto per?
    Senza meta,senza fine o scopo che non siano il viaggio stesso?
     
    Tutta sta roba capita solo a me o anche a voi? Devo saperlo!
     
    Ballare da solo,al buio...
    In un locale chiuso,o in una stanzetta chiusa al mondo,o per strada...
    Ballare solo perchè quella canzone in quel momento ti fa muovere,e muovendoti da solo
    senti che stai da Dio...
    Mai?
     
    O magari alzarsi di notte dal letto,accendere il pc,o prendere un foglio e una penna per scrivere,
    per scrivere d'impulso,di getto,per paura che quel pensiero,quell'emozione possa scappare via
    approfittando del buio?
    Mai successo?
     
    Vi è mai successo,anche solo per un secondo,di pensare che in fondo amare  davvero
    non sia  altro che tutto questo?
     

    Nonno aveva ragione. E ho votato Cetto LaQualunque

     
    Chi'sa quanta decine
    so e zazzuse
    miezzo a tant'onorevole
    annascuse
    c'à appena arrivo'o tiempe
    e l'elezione
    so comme e muscerin
    attuorna a te!
    Ma comme e daje o'voto
    si futtute!
    So mosche bianche
    ne può cchiù acchiappà.
     
    Sta vota no,nu vote
    giure ca no!
    Na scarpa nfaccie l'aggia tirà
    a chi me prega do vutà
    Ma po ce penze chi mo fa fà!
     
    Tanto sta banda 'e fetiente
    mai pò cagnà,
    e da cittadino vado a vutà
    ma appena iesca all'urna
    m'aggia capacità
    ca asaie chiù strunz 'e primme
    sò pe chilli ll'à."
     
    -Miele Giuseppe,1915-2004. R.I.P.
     
    Voto Cetto
     
     
    - "Changes",Tupac
     

    Settimana Full Immersion,atto VII

     
    Il grande classico per l'ultimo atto della Settimana Full Immersion:
    Ambhara Bar + Berbeda.
     
    Fra l'altro con l'aggiunta del partitone,Juve-Milan,per cui...
    Tavoli spostati in saletta,davanti al maxi schermo.
    Conviviali Io,Simo,Chico,Ale+Vale,Foppy e Beppe Albanese della Time,passato per
    parlare di organizzarel'ennesima festa al locale e fermatosi con noi...
     
    Il tempo quando lavori con gli amici vola,per cui in un amen finiscono cena e partita e
    comincio il lavoro vero e proprio,pratico piu' che teorico... cameriere.
     
    Accogliere,accompagnare,lasciare i menù,prender la comanda,lasciarla al barman,
    ritirare il vassoio carico,portarlo al tavolo dopo aver preso in cassa lo scontrino,servire,raccogliere i cash.
    Per 4 ore o piu'.
     
    Il sabato è piu' divertente perchè passa sempre qualcuno a trovarmi,piu' che in settimana.
     
    Sabrina&Friends,I compagni del liceo (bella raga!!),amici della time,la mia ex che lavora qua di fronte.
     
    Alla 1.00 mi abbandona il bro che porta via Ale e Vale,Chico era già scappato molto prima.
    Non tengo il tempo mentre offro un giro di chupito agli amici dei bei tempi andati in saletta...
    Non mi accorgo che sono già le 2.30 quando salutano.
    Si fanno le 3.00 quando mi richiama Simo: il Berbeda è giàin dirittura d'arrivo,come domenica scorsa salto
    la disco che ancora sto lavorando.
    Allora passano a trovarmi a locale chiuso,perchè cmq la settimana deve essere Full & Fool....
     
    Ecco bussare alla porta alle 3.30 Simo Ale Vale,seguiti a ruota da Ste,che pure lui ha finito da
    poco di lavorare.
    Ci chiudiamo all'Ambhara Bar dietro vetri e finestre e serrande,a chiacchierare del piu' e del meno con l'open bar
    gratuito... I soci sono tutti a nanna,un paio di cocktails posso sgattaiolare inosservati dal bancone alle
    pance dei miei amici...
     
    Le 5.00.
    Raga che si fa?
    Si va a casa...
    Non prima di accordarci sul voto di domani,o lunedi,alle urne.
    Che il voto è segreto,si,ma in famiglia i segreti non esistono.
    Si vota Cetto,e si porta una foto come prova del fatto.
    E fanculo ai politici veri,piu' finti dei finti.
     
    Serranda su.
    Serranda giu'.
     
    Auto che prendono tutte la stessa via,come in un gran premio di formula uno,poi,al primo incrocio,ci si divide.
     
    Via Bologna con lo Chef che mi affianca e saluta,lui a sinistra io dritto.
    Piazza Sofia,ponte,Strada San Mauro... giro a sinistra prima che la strada,superato il ponte vecchio,
    sbatta contro la collina che non riesce più a contenere l'alba imminente.
     
    Tasto,cancello aperto,cancello chiuso.
    Nelle orecchie solo più il canto degli uccellini che si risvegliano,appena finito di sentire Ax sussurrare
     
    "... e tu lo sai bene
    che questa non è una di quelle cantilene
    tanto care alla nostra tradizione
    l'italiana sfigata canzone
    Fatta di smielate e spremute di cuore
    Che a quelli come noi fanno solo vomitare
    Quelli che hanno preso troppi calci in culo
    Quel tipo di calci che ti rende il cuore duro
    E che ti insegna a prendere senza dare
    A offendere e ad usare
    E poi buttare
    Ed ecco la differenza che ho notato
    Con te ho preso,ma ho anche dato
    E così solo per te sto parlando adesso
    Solo per te rimo questo pezzo...
    Solo per te"
     
    Domani il ritrovo di tutti o quasi i protagonisti.
    Ancora Ambhara Bar... Apericena,Inter-Fiorentina e musica.
     
    Finisce la settimana,si chiude il cerchio.
     
     

    Settimana Full Immersion,atto VI

     
    Pronti,casello,via.
     
    Il sesto atto di questa settimana Full Immersion deve essere fuori porta,fuori città.
    Fuori.
     
    Perchè la città e le sue notti sono magiche e possono farti ubriacare di emozioni,
    ma a volte il troppo stroppia e dall'ubriacatura allo star male il passo è breve e scivoloso.
    Allora,per spezzare senza staccare,via...
    Col piede sempre giu',solo un pò più in la,appena appena.
     
    Un paio di macchine assortite dei personaggi giusti,quelli che non possono mancare,un casello,
    un autostrada di un centinaio di km e la festa si sposta.
    Perchè il trucco non è cercare la festa,ma portarsela dentro.
     
    Tutti a Sauze.
    Oddio,tutti...
    Pochi,selezionati,buoni.
     
    Si parte io,il Bro,il Socio,Lucone alias Foppy/Tyson/Figaro e una piuma che non può proprio mancare per uno di noi.
    Che se da quel lato è felice lui,noi lo siamo ancora di più per lui.
    Come una famiglia,dicevo martedi?
    Ecco,appunto.
     
    Il tempo di piazzarsi nella mia tana montana e via a cucinare,che la fame non manca mai.
    E l'alcool nemmeno. Come la play...
    Che mondo sarebbe senza,per noi soliti 4/5/6 stronzi????
     
    Fra una battuta e l'altra ci raggiunge lo Chef,Stefano nonchè Mr.Ebay.
    Ci raggiunge al volo,dice...
    Sarà,ma l'orologio segna le 2.00...
    Le 2.00???
     
    E si..
    Come vola il tempo quando siamo noi!
    Ancora due partite,due sfottò,mille risate.
    Cuscini che volano,drink,joypad,coperte,divani-letto...
    La casa è un disastro,entrasse mia madre ora morirebbe.
    O mi ucciderebbe... Entrambe,forse.
     
    Ma ora lei non c'è,il mondo nemmeno.
    Siamo noi,nascosti,con la nostra festa,i nostri aneddoti.
    La notte,tanto maltrattata nei cinque atti precedenti,stavolta la lasciamo stare e resta fuori.
     
    Chiudiamo gli occhi che sono le 4.00.
    Credo...
    Perchè il tempo non lo controlla nessuno.
    A che serve il tempo quando hai impegni solo con te stesso?
    A nulla.
     
    Andiamo a letto sparpagliati per la casa,alla rinfusa,alla come viene viene.
    Spente le luci non ci spegnamo subito...
    Ancora battute,discorsi senza fine nè scopo.
     
    Ci spegnamo dopo un pò,uno per volta.
     
    Domani sarà pranzo e valige,si torna subito giu'.
    Sarà ancora strada,musica,canti e risa.
    Come sempre,quasi.
     
    Alla fine del VI atto non si deve chiudere nessun cancello alle mie spalle,solo un lucernaio sopra la mia testa,che mi sbatte in faccia la curiosità della notte che ci spia di lassu'.
    E non si spegne nessuno stereo...
    Mi accompagna nel sonno solo la mnusica delle nostre risate.
     
    Notte amici.
    Domani ultimo atto...
     

    Settimana Full Immersion, atto V

     
    E si che per un attimo ci avevo anche creduto.
    Quando verso l'una Max e Marco si sono alzati dal tavolino dell'AmbharaBar
    dicendo che sarebbero andati prima al Flora e poi al The Beach ho guardato
    Simo e ho sperato di vedergli scattare negli occhi quella scintilla che significa
    "andiamo la!".
     
    Invece niente.
     
    Salutati i due compari della Time e salutato anche Stefano,passato a salutare di ritorno
    dal locale dove lavora,siamo rimasti io e il mio Bro.
    Un classico.
     
    Al quinto atto in molti mollano il colpo.
    Noi no.
     
    Chiusura del locale,cambio di maglietta e via...
    Ebbene si,Cutre.
     
    Gente in attesa di entrare allo Chalet anche alle 2.45 di notte.
    Torino è tutta qui. Pazzesco.
    Piccolo sgamo per entrare.
    Io e Simo ci spacciamo per universitari (noi???) mostrando tanto di tessera universitaria (vecchia di secoli).
    Tessere entrambe di Simone: il buttafuori confronta la mia faccia con quella della foto tessera e dice di andare.
    Mah.
     
    Dentro è il Caos (dis)organizzato di sempre.
     
    Gente da non muoversi,senza distinzione di "razze" o di "specie".
    O di Griffe.
     
    Cabinotti,truzzi,rasta,b-boy,sfigati.
    E tutto il mondo o quasi delle pubbliche relazioni torinesi.
     
    Proprio come nelle altre serate...
    Lo ripeterò all'infinito,mille locali,mille serate,ma i soliti 30/40 personaggi sempre presenti.
    Tra cui noi,ovvio.
     
    Fra un po' di musica house e un po' di cartoon,con un commovente salto all'indietro nei '90
    (Acqua,Cartoons,Corona...) ci facciamo spazio fra abbracci,saluti,chiacchiere e quant'altro.
     
    Ci intratteniamo,fra gli altri,con le sempre presenti Chiara&Camilla e con Carolina.
     
    Il tempo di fare un ultimo giro di pista e sono le 4.00.
    Magari si va,bro,che dici?
    Usciamo,appunto,che sono le 4.00.
     
    Il parco del Valentino pullula di vita e di giovani.
    Era una zona malfamata,ora ci puoi girare tranquillo anche in una notte buia e fredda come questa.
    Superato a piedi il parco e il ponte Isabella,raggiunte le macchine ci salutiamo.
    A domani,atto VI,montagna,per cambiare un po'.
     
    Per tornare a casa cambio strada: essendo su C.so Moncalieri,invece che attraversare il centro
    resto su C.so Casale...
    Passo davanti la GranMadre e guardo Piazza Vittorio da lontano.
    La Mole che svetta li dietro,le luci,i lampioni,il monte dei cappuccini alle spalle,la collina a destra
    e il fiume Po lento e sonnacchioso a sinistra.
     
    E poi mi si chiede ancora perchè adoro Torino.
     
    Qualche semaforo,qualche incrocio,il ponte 11 Settembre a San Mauro e poi casa.
    A letto,tardi,anche se domattina mi aspetta il lavoro. Presto.
    Non importa...
    Come sussurra Tupac,piano piano,stanco anche lui... it's just me against the world.
     
    "- even the genius asks-es questions
    Be grateful for blessings
    Don't ever change, keep your essence
    The power is in the people and politics we address
    Always do your best, don't let the pressure make you panic
    And when you get stranded
    And things don't go the way you planned it
    Dreamin of riches, in a position of makin a difference
    Politicians and hypocrites, they don't wanna listen
    If I'm insane, it's the fame made a brother change
    It wasn't nuttin like the game
    It's just me against the world"
     
    E,ancora una volta a tarda notte,il cancello si chiude.

    Settimana Full Immersion atto IV

     
    Quando scocca la mezzanotte sembro un cenerentolo al contrario:
    via gli abiti da lavoro,metto su una camicia e via.
    E' il mio turno libero,non chiudo io al locale stasera,per cui posso uscire "presto",
    mezzanotte appunto.
     
    Il convulso giro di sms e telefonate ha portato ad un verdetto: discoteca La Gare.
    Proviamo a vedere Pier e i ragazzi di "Magnifica" cos'hanno organizzato.
    Ci troviamo li davanti io,Simo e i boss della Time: Fabry,Dj Marco Alessandria,Beppe e l'architetto Anzianotti.
     
    Pacco.
    Gigantesco.
    Il locale è vuoto. Peggio.
    Fosse stato chiuso c'era piu' gente...
    Ma è presto e il tempo di rifarsi c'è. La voglia anche.
    Cazzo,è la settimana Full Immersion si o no?
     
    Allora lascio li la macchina,salgo sull'Ibiza del Bro e via verso il centro,discoteca il Suono.
    La Prince,la concorrenza.
    Nel frattempo i cellulari dicono che ci raggiungerà,oltre a Gianlu con un po' di amici/che, anche
    lo Chef Mr. Ebay,per gli amici Stefano.
     
    Arriviamo,aspettiamo Max che si sa che in macchina va pianino e si entra.
    Non un pacco,ma un pacchettino.
    Almeno si paga poco,6 euro 2 consuma.
     
    Solito giro di saluti,che le facce come dicevo son sempre quelle...
    Pochi balli,la pista non è piena e non invoglia.
    Però tante chiacchierate,anche interessanti dal punto di vista lavorativo.
    Tiriamo in mezzo un po' di gente per l'inaugurazione del Banus,mercoledi prossimo...
    Eh,il lavoro è lavoro...
     
    Verso le 2.00 usciamo.
    Siamo un bel gruppettino...
    Scortiamo Simo verso la pizzeria Ciro,ma cazzo sta chiudendo... Così presto?
    Non è serata....
     
    Salutiamo Gianlu,Anita,Dani e i loro 2 amici e via,ancora sull'Ibiza,verso la Gare a recuperare la mia car,Stefano con noi.
    SAlutiamo Simo,è il mio turno di portare Ste alla sua di macchina... ancora due chiacchiere,si cambia cd e via.
    Sono le 3.00.
    Non ho sonno,ma ho fame.
     
    Via a trovare l'unico porto sicuro sempre e comunque nel mare in continua evoluzione della notte:
    il porcaro Mahmoud.
    Che poi ora non c'è nemmeno piu' lui ma i suoi fratelli.
     
    "Il solito?".
    "Il solito!".
     
    Salsiccia,formaggio,Ketchup.
     
    "Quanto fa?".
    "Vai tranquillo".
     
    Non pago piu' da quando ho regalato a tutti e 3 delle nike che vendeva mia madre...
     
    Saluto e vado via.
     
    Le ultime parole che la radio sputa fuori mentre il cancello del cortile si chiude alle spalle sono di J.Ax:
     
    "...rifiuto di essere anch’io una di quelle tante facce
    stanche che hanno chiuso il cuore
    nella loro 24 ore,
    sorrido vedendo
    ciò che  si stanno perdendo,
    anche dove non mi é concesso il mio spazio mi prendo
    in questa scatola di cemento
    che si sta stringendo,
    vivendo,a mio modo
    vivendo."
     
    Domani atto V... no... no dai... no raga dai...
    Cutre???
    Noooo!!!
     
     

    Settimana Full Immersion Atto III

     
    E si perchè la settimana,la vera settimana Torinese comincia in realtà dalla Domenica,
    mica dall Lunedi'.
    La vera settimana "Full Immersion" è quella che prevede uscite notturne tutte le sere - tutte.
    Fra locali,movida,ritrovi,discoteche.
    Coi soliti e obbligatori contorni di panini e colazioni notturne,drink,incontri ecc.
     
    La settimana di full immersion può esserci ovviamente ogni settimana,ma per essere ufficiale
    deve contemplare la presenza di Simone,il mio Bro.
    Più ovviamente tutti gli altri compari. Ma lui deve esserci.
    Perciò,gioco forza,bisogna aspettare che lui,a lavoro,sia di secondo turno.
    Quello dove puo' dormire al mattino. Come me che,finalmente,faccio solo più due lavori,
    ed entrambi di pomeriggio.
    Quindi al mattino posso dormire anche io.
     
    E allora,se si parte di domenica,il tutto non può che partire dall'AmbharaBar.
    Apericena domenicale con uun mare di amici,soci,compari,amiche ecc.
    Drink,mangiatina e partita in TV.
    Poi quando il locale chiude tutti a ballare,fra l'alternativa VIP (Life) e quella devasto,più adatta
    al genere "Joint". Domenica zoccola al Centralino.
     
    E così è stato questa settimana,il primo atto.... anche se...
     
    Anche se in realtà io al primo atto ho partecipato per metà.
    Ovviamente alla parte AmbharaBar,ci mancherebbe,il mio locale!
    Mentre mi accingo a chiudere lancio in avan scoperta Simone,appunto,e l'architetto/ingegner/egregio/dott. Anzianotti,in arte Max...
    Solo che alla fine il locale l'ho chiuso alle 2.30 (maledetti VIP che arrivano all'1.00) e quindi non ho potuto raggiungerli,
    che già loro uscivano dal locale...
    Anche perchè resistere oltre li dentro non è impresa da poco!
     
    L'atto II è in realtà un non atto,al lunedi nonc'è davvero un cazzo da fare,se non
    il solito ritrovo tra compari intimi per il torneo di play.
    Ma questa settimana è saltato... avete paura,eh????
     
    Ieri l'atto III finalmente al gran completo: martedi serata "Mostricci" da Giancarlo 2.
    Ritrovo sull'alternativo andante di quegli universitari che al martedi non han voglia di stare a casa.
    Oltre a me e al solito Simo c'era un nutrito gruppettino...
    Chef mr Ebay Stefano,Soc. Chico, la new entry Gianluca con amica,e un altro paio di amiche nuove,
    Alessia e Valentina...
    Li ho raggiunti dopo aver chiuso il locale. Al martedi si chiude presto,poi via nella notte.
    Musica 360 gradi fra Ska,Reggae,Hip Hop,pochissima dance e un po' di revival.
    Un delirio di gente nello splendido scenario dei Murazzi.
    E le solite facce torinesi intorno...
    Che a Torino la gente che gira di notte è sempre quella.
    Mille serate,una diversa dall'altra,ma le facce son le stesse.
    Gli stessi vestiti da squatter ieri so già che li rivedro' stasera
    stra infighettati a LaGare o al suono.
    Un po' però il bello è quello...
     
    Bella serata,con una scommessa vinta contro lo Chef... grazie Simooooooooooooooooo!
    Il momento in cui io e Ste siamo esplosi di gioia nel vedere Simo conlcudere iin goal con una piuma
    conosciuta da poco è stato da delirio!
    Gianlu,che usciva con noi per la prima volta,quasi non ci credeva...
    Ma più che un gruppo di amici siamo una famiglia,e gira così.
    Attraversare la pista a spintoni saltando per andare al bar e incassare la vincita... Boooo!
    Poi pian piano tutti a casa...
    Con ancora i sorrisi sul volto.
     
    Mi scortano al cancello le parole di Liga:
     
    "Non è proprio liscia,
    non va così liscia,
    per noi che chiediamo che or'è...
    E c'è un'altra strada
    e c'è un'altra luna,
    Un altro bar che chiude
    e un'altra voglia di fortuna..."
     
    Domani sotto col quarto atto... Compari,siete pronti?

    Sempre sulla mia strada

     
    Mollare tutto e tutti all'improvviso e andare.
    Così.
     
    370 Km in un solo respiro.
    Il buio,il traffico che non c'è su quel nastro d'asfalto che c'è e sembra li solo per me.
    Per me e i miei sogni.
    Per la mia auto e il suo stereo che lavora di voce,metre io lavoro di cuore.
    Assaporo ogni kilometro,ogni luce,ogni ombra,ogni cartello.
    Ogni autogrill che sorpasso incurante delle storie che racchiude e nasconde.
    Ogni casello dagli occhi tristi e annoiati di chi ci lavora.
    Alza la sbarra che devo sognare ancora.
     
    Vicenza all'una di notte sembra dietro l'angolo.
     
    Il parcheggio,la piazzetta,il silenzio di una piccola città di provincia che dorme,tranquilla.
    Sicura del suo perchè,al riparo dai guai delle metropoli,lontana dai problemi delle notti altrui e delle notti altrove.
    Le vie deserte,le luci gialle e basse.
    La corsa a caso in una città mai vista,mai conosciuta. Nessuno ci aveva ancora presentato.
    La corsa zainetto in spalla a seguir ciò che l'istinto fiuta.
    Piazza del Duomo,in fondo a sinistra,dopo il portico,l'albergo.
     
    Dietro la porta dell'albergo un uomo che aspetta,dentro l'albergo Margherita che sorride.
    Nell'albergo una stanza per passare una notte lontano dal mondo.
    Lontanissimo dalla realtà,quasi si trattasse di un sogno.
    Il risveglio,le camminate coi passi curiosi di un "dove" nuovo.
    I caffè,le piazze,i parchi.
    Una panchina,baci e racconti e segreti.
    Sognare non costa nulla nemmeno nel 2008.
     
    Il treno per lei,per loro,ancora strada per me.
     
    Vicenza - Verona è breve davvero,più breve di un sogno,di un pensiero,di un singolo cd.
    Un sorriso genuino e fragile che non vedevo da un pò a scortarmi in posti e castelli e strade
    medievali che non avevo viste mai.
    Anche Verona non me l'avevano ancora presentata.
    Piacere,incantato. Incantevole.
     
    Romeo e Giulietta,Shakespeare ne sapeva e ha scelto con gusto.
    L'ultimo caffè da solo,salutata anche Mary e i suoi occhi verdi e i suoi pensieri sbarazzini.
    Io,la gazzetta,un tavolino e tante facce nuove.
    Il sole si adagia sempre più basso dietro l'arena. L'estate si avvicina strisciando. 
    Poi ancora via.
    Ancora kilometri,ancora canzoni,emozioni,nomi,numeri.
     
    Verona,Brescia,Bergamo,Milano,Novara,Torino.
    Lentamente.
    Al ritorno la fretta non è mai troppa.
    Mai quanto all'andata.
     
    Il risveglio è più lento del sogno.
    Non perchè meno bello,ma perchè meno nuovo.
     
    Uscita,rotonda,semaforo,rotonda,destra,ancora semaforo ancora a destra.
    Freccia,cancello casa.
     
    Ad attendermi gli amici di sempre,grazie a loro rientrare da una giornata così sarà meno triste.
    Una giornata on the road.
    Sulla strada.
     
    Sempre sulla MIA strada.
     
     
     
     
     
    - Ligabue,"Sulla mia strada"