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    Ai confini del mondo

     
    Ai confini del mondo puoi trovarci di tutto,perchè non sono un luogo fisico,
    materiale,tangibile o calpestabile.
     
    Non hanno coordinate,longitudine,latitudine... Nord,Sud,Ovest,Est.
     
    A dire il vero sono confini che non confinano,che non separano...
    E non compaiono su nessuna cartina.
    O Atlante,o mappa mondo.
     
    Sono confini sparsi un pò ovunque,li si incrocia senza saperlo,senza rendersene conto...
    Li si attraversa così,come viene,come attraversare una strada isolata e sperduta,
    senza badare troppo a chi arriva o chi no.
     
    Tanto,chi vuoi che passi?
     
    Che poi non è che sti confini siano uguali per tutti.
    Anche perchè i mondi non sono tutti uguali,ognuno ha i suoi.
     
    Il mondo stesso è uno e mille,perchè ognuno lo vede come gli pare,come gli piace.
    Lo ascolta coi suoni che più gli aggradano.
    Lo profuma degli aromi più dolci,per se.
    Lo dipinge coi colori che più colorano.
     
    Ai confini del mondo,dovunque essi siano per ognuno di noi,accadono ( ci accadono) le cose più strane,
    le avventure più pazze,più incredibili.
    Le storie più vere.
     
    Sarà capitato anche a voi di ritrovarvi in qualche situazione a suo modo straordinariamente anomala,
    paradossale,assurda,e trovarvi a domandarvi se fosse sogno o realtà...
    Ecco,probabilmente era entrambi.
    Sogno e realtà.
    Perchè quel senso di mistero,quel dubbio,quella "finta" vertigine,beh... tanto finta non era.
    Solo,stavate camminando su un sottilissimo filo,come un trapezista sospeso nel vuoto...
    E quel filo,talmente sottile e labile da risultare poi invisibile,era il vostro confine.
    Uno dei vostri (nostri) mille confini del mondo.
     
    Io ai confini del mondo,non so perchè,ritrovo sempre loro: l'acqua e il sole.
    Uno o entrambi,ma ci sono. Sempre.
    Sono i miei personalissimi doganieri di una frontiera che non c'è.
    Proprio come l'isola di Edoardo Bennato.
    Quella della seconda stella a destra. Nè più,nè meno.
     
    Spesso mi rimbalzano,a quella frontiera.
    Ma qualche volta no,ogni tanto mi danno un brevissimo permesso,uno di quelli da turista "last minute".
    "Dia un'occhiata e torni indietro prima che può. Prima che faccia danno".
     
    L'ultima volta è stata davvero poco poco poco indietro.
    Giusto un paio di sogni fa.
    Ho sbirciato.
    L'acqua mi ha fatto passare il confine,ma mi ha accompagnato.
    Era evidente che non si fidasse. E,se mi conosco,faceva bene.
     
    Ho sbirciato,dicevo.
    E ho visto una situazione paradossale,appunto.
    Non vedevo benissimo,non mi era concesso di spingermi troppo in là.
    Maledetto permesso.
     
    Avrò visto si e no per una ventina di metri,fino a dove un piccolo lampione,su un piccolo molo isolato e sperduto,lottando col vento e con la pioggia,riusciva ad illuminare.
    Oltre era il nero.
    Dal rumore,poteva essere un mare.
    O un lago. Più un lago,perchè qualche piccola luce,dall'orizzonte,arrivava,simile ad una spianata di stelle...
    L'altra sponda? O stelle davvero? Non saprei... sbircerò meglio,la prossima volta.
    In ogni caso oltre la luce del lampione,e prima di quelle all'orizzonte,era acqua.
    Messa li di guardia,sempre lei,come dire... più in la di qui,non vai.
     
    Il molo sembrava sospeso nel nulla... non aveva un capo,nè una coda.
    Sovrastava una piccola scogliera,questo si,ma era davvero isolato dal mondo.
     
    Il lampione illuminava un piccolo,piccolissimo ombrello che,come il lampione,lottava col vento e con la pioggia.
    Ma perdeva. Eccome.
    Non riusciva infatti a proteggere le due figure che,sotto di lui,cercavano riparo.
    Figurarsi... così striminzito.
    Non ne avrebbe protetta una. Due... figurarsi.
     
    Ecco,quelle due figure hanno attirato la mia attenzione.
    Avrei voluto guardare altrove... Immaginate: pochi secondi per guardare al di là dei confini del mondo
    e perdo tempo a guardare una coppietta??? Mai nella vita!
     
    E invece...
     
    Invece non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso.
    Perchè,ovviamente,erano in una situazione paradossale. Incredibile. Assurda.
     
    Soli,sotto un lampione,sotto un misero ombrellino,al freddo e alle intemperie...
    Fradici. Eppure stavano li.
    E più la pioggia ed il vento aumentavano d'intensità,più loro si stringevano.
    Ma non si allontanavano.
    Assurdo...
     
    Probabilmente si stavano baciando,anche se non saprei: fra vento,acqua e ombrellino,non è che si vedesse granchè.
    Ma in un posto come quello...
    Ecco,credo di aver visto il più bel posto del mondo per un bacio.
     
    Solo,non so di che mondo.
     
    A quel punto,spinto da una sorta di morbosa curisità,ho provato ad avvicinarli,ma...
     
    Forse il destino... o forse mi hanno sentito...
    Eppure avevo fatto piano,non so.
     
    Fatto sta che si son voltati e han preso a camminare.
    Non so verso dove,ma hanno lasciato il molo,il lampione,la scogliera... il lago o il mare,quello che era...
    Non l'ombrello,perchè l'acqua,sempre lei,li scortava nella loro passeggiata solitaria,notturna e bagnata.
    Così come cominciava a castigare la mia curiosità... ormai ero inzuppato anche io.
    Addio camicia... per una volta che la metto...
     
    Ma prima di andare via da li,da quel confine fra il mio mondo e il non so,
    ho dato ancora un'occhiata a quella coppia...
     
    E la scena era sempre più insensata...
    Lui che prendeva in braccio lei,rinunciando dunque entrambi alla già misera protezione dell'ombrellino,
    mentre la pioggia si faceva tempesta...
    O,almeno,così pareva a me,bagnato dalla testa ai piedi.
     
    Li ho visti allontanarsi così...
    Diretti verso chissà quale altra frontiera.
     
    Mentre io mi sono diretto verso la mia macchina,La Perla Nera,scortato dall'acqua sotto forma di uragano.
    O io,o quei due che impertinenti la sfidavano,dobbiamo averla fatta arrabbiare.
     
    Paradosso dei paradossi,il mio viaggio di ritorno dai confini del mondo,è stato un andare ai 60 km/h con un'auto spider sotto un nubifragio.
    A domare un'autostrada come fosse un mare in tempesta.
    Nè più,nè meno.
     
    Come un pirata in mezzo all'oceano.
    Io che,in fondo in fondo,un pò pirata lo sono.
     
    Non tanto per i modi,o non solo,
    quanto per quella infinita voglia di cercare,trovare e superare i confini...
     
    Fino a rendere ogni esperienza,un'avventura.
    E ogni avventura una storia.
    Ed ogni storia un ricordo.
    Ed ogni ricordo un'emozione.
     
    Fino a vivere,poi,più di emozioni che di altro.
    Fino a cercare di portare le mie emozioni lontano,e poi più lontano ancora...
     
    Fino ai confini del mondo.
     
     
     
     
     

    Non è tempo per noi,che non ci svegliamo mai...

     
    "Simo... ma secondo te,prima o poi ci stuferemo di fare sta vita?".
     
    Le 7.00?
    O solo le 6.30?
    Non ricordo...
    E comunque,che differenza farebbe?
    Nessuna...
     
    Una volta vista l'alba sulla A4,no... non fa proprio differenza.
     
    Ne parlava di recente Nikki sui Radio Deejay pochi giorni fa.
    E' un'autostrada maledetta e benedetta insieme,la Torino-Milano.
     
    Ti fa dannare per i cantieri eterni,i lavori,i restringimenti,i cambi di corsia...
    Il traffico.
     
    Però,pur essendo in teoria uno dei luoghi meno romantici del pianeta,tira fuori dal nulla tramonti e albe meravigliosi.
    La prova domenica mattina...
     
    Con Simone,beato lui,che dormiva alla mia destra...
    E l'asfalto col quale ho chiacchierato per un paio d'ore che scorreva dritto in fronte a me...
    Degna,degnissima conclusione di una nottata da pazzi.
    Di una giornata da pazzi...
    Di un week end lungo,dal giovedi.... da pazzi...
    Di una vita da pazzi.
     
    Non mi dilungo sul giovedi sera...
    Benvenuti al Cutreeeee....
    C'eravamo proprio tutti tutti...
     
    Nemmeno troppo sul venerdi,Banus.
    Il locale in.
    Il locale fashion
    Il locale VIP.
    Rissa.... capita.
     
    Capita anche il sabato di alzarsi in una casa non propria e di decidere di partire per Milano.
    Riunione Joint.
    Poi alle 19.30 miss Padania... Niente Lega,ci mancherebbe.
    Ma fare il tifo per due amiche finaliste,si.
    Andata come andata...
    Poi?
     
    E' mezzanotte,casa dista 2 ore...
    E' in quei momenti che non capisco mai se sono normale o no.
    Se sono euforico,se mi drogo o cosa...
    Se davvero la vita me la voglio bere alla goccia...
    In quei momenti in cui una persona normale "lascia"... io raddoppio.
    Simo,figurarsi... Lui se può,triplica.
    In coppia... All in. Tutto sul piatto. Si rilancia finchè si può.
     
    Si va a ballare a Lecco.
     
    Corinna,dolce quanto bella,ci attende.... Coda,ma si entra.
    Locale stupendo,in riva al lago...
    Vita da Lago di Como,musica,cocktails e belle donne... bellissime.
    Il colpo d'occhio lenisce la nostaliga svedese.
    Anche in Italia si sta bene.
    E si puo' ballare,a maggio,in maniche corte. Rigorosamente di camicia.
     
    Gira e rigira si fanno le 4 e allora si,ora si può,ora si deve,ora si va...
    Si torna a casa.
     
    Simo cede in 4 km,ma ha mille mila motivazioni. E' scusato.
    Il viaggio è tranquillo,Ligabue ci scorta,le stelle ci spiano,la luna ride di noi.
    Forse ci crede in fuga,noi che siamo sempre in fuga da qualcosa.
    Il sole ci applaude,perchè ci ritrova ancora come ci aveva lasciato,lui che invece è andato a riposare...
     
    La città è come te la immagini la domenica mattina all'alba.
    Silenzio.
    Pace.
    Riposa anche lei,approfittando della non curanza del sole...
     
    In mezzo a tutti questi intrecci,ai giochi di sguardi del sole con le nuvole,delle nuvole coi monti,dei monti coi fiumi,dei fiumi coi ponti e dei ponti con le strade,le nostre strade... in mezzo a tutto questo,ci ritroviamo valigie in mano a cavalcare un marciapiede che la mattina è ormai una promessa mantenuta.
    Concretizzata.
     
    Con immane fatica domiamo anche le scale,sfondiamo la porta e siamo a letto.
    Ognuno il suo.
    Le 7.00.
    O le 7.30.
    O meno. O più.
    Che differenza fa?
     
    "Simo,ma secondo te,prima o poi ci stuferemo di fare sta vita?".
    "Dormi,porco XXX !!!".
     
    Si,prima o poi si...
    Ma non ancora.
    Non ancora....
     
     

    Dalla Svezia col torcicollo...

     
    Col torcicollo.
    Già.
     
    Perchè già uno arriva da una settimana a casa,fra letto divano e divano letto...
    Andata e ritorno,gratis,altro che low cost.
    Altro che Ryanair.
     
    Poi lo si mette fuori di casa per 36 ore di fila.
    E va da se che sono a pezzi.
    Ma non solo.
     
    Si viaggia in aereo.
    Paura? No,no. Di più,molto di più.
    Insomma la strizza ti blocca respiro/pensiero/muscoli/schiena/collo.
    Torcicollo.
    Il primo accenno.
     
    Si arriva da Bergamo a Francoforte in un amen e tante preghiere...
    E bisogna aspettare la "coincidenza" per Goteborg 8 ore.
    Chiamala coincidenza...
    Otto ore fra sedie,tavolini,panche,poltroncine granitiche.
    A dormire nelle peggio posizioni.
    Di quelle che quando ti risvegli scrocchia tutto: mani,piedi,gambe,occhi,orecchie... collo.
    Torci collo. E due. Twice!
     
    Altra preghiera-strizza-paura e si è a Goteborg.
    Stanchi perchè siamo in ballo da 24 ore e non si dorme da 36.
    Una più,una meno.
     
    Un dubbio attanaglia Marco: "Che targa avranno qui le auto?".
    Passa una Volvo (strano) targata "ANO". Bene. Molto bene.
     
    La prima sera la passo in coma,non esco perchè alla fine la testa sulle spalle ce l'ho.
    Sul collo indolenzito.
    Rosolia,stanchezza,viaggio.
    E piove.
    Cazzo quanto piove... e che fresco!
    No,non esco.
    Fa anche rima.
     
    Mi sdraio sul materasso,per terra,col cuscino improvvisato.
    Il meno peggio dei rifugi improvvisati delle mie ultime gite...
    Ciò nonostante... Rimane un non letto.
    Torci collo. E tre.
     
    Poi...
    Poi dal giorno dopo è la botta decisiva.
    Quella che non mi farà guarire più per chissà quanto tempo.
    Il buon Svitu,diventato Switu,ci conduce in una 3 giorni di...
    Di Iotebori,di Ioteamo.
    In fondo non credo ci siano altre parole...
     
    Una tre giorni fra il cazzeggio selvaggio in centro,fra rutti al museo e giri in università,
    fra centri commerciali da non credere e piazze in cui accomodarsi a ciondolare fra un caffè e un cappuccino...
    E poi parchi,chiese,ponti,corse e quante gag... e quanto ridere...
     
    Vuoi un cappuccino,Marcuz? Eccoti un insegna 6 metri x 3: CAPPUCCINO.
    Vuoi un accendino,Switu? Eccoti la fighissima italiana che ha sentito ogni singolo commento...
    Noi che pensavamo che fosse svedese...
    Vuoi un pò di vino,Chico? No perchè lo hai lasciato al tavolo... Non ce la fai più!
    Vuoi un burger Queen,Beppe?
    Mai ballato con una tipa così...
     
    La vita a Goteborg è la peggio cosa per il mio torci collo...
    Perchè ogni due passi è un continuo "Guarda quella!!"... e ti giri di là.
    "Guarda quell'altra!!"... e ti giri di lì...
    Non sai più dove guardare,dove girarti...
    Torci collo.
    Mamma quanto. E che bello.
     
    Poi le discoteche... beh...
    Il timbro del Park Lane non è ancora andato via... e spero che rimanga il più possibile.
     
    Il viaggio di ritorno arriva in mezzo a tutto questo.
    Ti svegli un giorno,fai la valigia e sei fuori.
    Sei verso casa.
     
    Pullman,aereo1,aereo2,Bergamo,A4,casa.
    Nanna.
     
    E il risveglio...
     
    Con ancora negli occhi,nella mente,in testa tanta tanta tanta Svedezia.
    Tutta nella testa.
    Che mal di testa.....
     
    Preferivo il torci-collo.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

    Si va in Scandinazia.... Svedezia... Insomma,li...

     
    Ho superato la mia più grande paura.
    L'aereo.
    Fra andata e ritorno mi toccherà sudare quattro volte.
    Quattro belle saune in alta quota.
     
    Ho superato una rosolia beffarda,apparsa appena dopo l'acquisto dei biglietti...
    Ci ha provato a tenermi qui.
    Ha perso.
     
    Parto.
    Partiamo.
    Mi allineo con Chico e Marcuz,che i biglietti li avevano da tempo.
     
    La valigia,improvvisata,è pronta.
     
    La testa,improvvisata come non mai,è pronta.
     
    Il corpo forse meno,sei giorni di malattia pesano un pò.
    Ma saprò riprendermi.
    Confido in me.
     
    E allora coraggio...
    La pallina gira,la ruota anche...
     
    Rosso,nero,rosso,nero,rosso,nero...
    Noi siamo già sul panno verde.
    Siamo le fiches...
    Dove finiremo?
    Che importa...???
     
    In fondo,conta stare su quel panno,quel dannato panno verde.
    In gioco.
     
    Sempre.
     
     
    Si va....
     
     

    Dov'è l'errore?

     
     
    Non fumo.
    Ma ho fondato la "Joint".
    Che fa viaggi,io che ho paura di volare.
     
    Non bevo,ma ero all'Oktoberfest.
    E giro con Chico,Simo,Fabbry,Foppy...
    Chi più ne ha,più ne beva.
     
    Odio la dance,l'house,la techno,la techno trance.. ecc.
    Ma ho una discoteca per seconda casa.
    Anche due. O tre.
    Tutte.
     
    Non mi drogo.
    Ma son più fuori che dentro.
    Un pò in tutto.
     
    Fermamente di destra,
    Ascolto musica di sinistra.
    E credo in ciò che dice...
    Testi come "Noi no" di J.Ax.
     
    Sono fin troppo prudente.
    Ma in macchina...
    O in bici...
    O in campo...
     
    Sono fin troppo razionale.
    Con la passionalità del napoletano.
    Il cuore ha sempre ragione.
    E testa sulle spalle.
     
    Piaccio ai genitori.
    Ma nessuna mamma mi darebbe in sposa la figlia.
    I padri non mi affiderebbero manco il cane...
     
    Le ragazze mi adorano.
    E la danno agli altri.
     
    Ho radici nel sud.
    E adoro Torino. Guai a chi me la tocca.
    E guai a un torinese che tocca il sud. Napoli.
     
    Vendo cravatte.
    Odio le camicie.
     
    Odio la musica pop,facile,semplice...
    E viaggerei per ore ascoltando "Con un deca" degli 883.
     
    Sono il tipico tamarro di periferia.
    E scrivo testi,poesie...
     
    Ho i poster dei neri in camera,
    Manderei a casa i marocchini.
    E gli zingari.
     
    Sono un gran lavoratore.
    Ma odio lavorare.
     
    Potrebbe ma non si impegna.
    Quando mi impegno davvero,perdo.
    Al limite pareggio.
     
    Sono un sognatore che non dorme mai.
    Ad occhi aperti,sempre.
    E non vedo mai dove vado.
     
    Amo.
    Amo tantissimo.
    Ma non so amare.
    Almeno,non bene.
     
    Odio le smancerie.
    E sono super romantico.
    E non ci crede nessuno.
    Solo la penna,a volte.
     
    Sono coerente come pochi.
    E incoerente come nessuno.
     
    Ma l'errore,dov'è?
     
     

    In fondo allo stagno

     
    L'hai fatto di nuovo.
    L'hai sempre fatto.
    Lanci il sasso. E nascondi la mano.
    Rapida,furtiva.
     
    Solo che qualcosa è cambiato.
    Io.
     
    Non verrò a cercare la manina candida colpevole del gesto.
    Non la accarezzero' sussurandole che è tutto a posto,che può tornare a sorridere al sole.
    Non lo farò.
     
    Né raccoglierò il sasso,caduto in terra.
    Non mi chinerò per rimetterlo al suo posto,
    cosicchè all'occhio distratto tutto possa sembrare in ordine.
    Intatto.
    No,non lo farò.
     
    Semplicemente,molto semplicemente,
    guarderò il sasso affondare nello stagno dei ricordi...
    Muoverà le onde dei sentimenti,
    che si propagheranno concentriche,una sull'altra...
     
    E io,solo sulla riva,le guarderò,
    senza nemmeno contarle...