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Sardegna,il centro del mondoLa voglia di scrivere è una strana bestia.
Può sparire per giorni e giorni,che diventano settimane,che diventano mesi.
Oppure può prenderti e non mollarti un solo attimo per giorni e giorni,che
diventano settimane,che diventano mesi.
Può sparire nel bel mezzo di un pezzo,di un racconto,nel culmine di una frase,
nascondersi dopo un punto,mimetizzarsi all'ombra di una virgola... e non farsi trovare più
fino a quando vuole lei.
Oppure può assalirti alle spalle quando meno te lo aspetti,nel momento meno adatto,
all'orario più inconsueto... per te,mica per lei.
Così capita che nel cuore della notte,mentre cerco di ingannare tempo e solitudine
nella mia casa vuota di San Mauro disfando la valigia che ancora sa di Sardegna...
Mi viene voglia di scrivere.
Semplicemente scrivere... non della vacanza,del mare,delle notti folli,del sole...no.
Solo semplicemente scrivere.
Lo sforzo che farò per dirottare questa voglia sul racconto della vacanza sarda farà perdere
alla voglia la sua forza,ed al racconto gran parte di quella magia che comunque tramutare
in parole non sarebbe stato così facile.
Ma tant'è... siamo in pista. Balliamo.
Sardegna,dunque.
"Per quest'anno,non cambiare,stessa spiaggia stesso mare".
E stessa compagnia,aggiungo io.
I 3mendi alla riscossa: Beppe,Chico,Simo, rigoroso ordine alfabetico.
Destinazione Porto San Paolo,la mia casa sul cuccuzzolo della montagna,dove basta
aprire gli occhi per innamorarsi della Sardegna,in quel paesino a metà strada
fra la Costa Smeralda bella&impossibile e San Teodoro,santo protettore della vita notturna
in tutte le sue accezioni.
All'occhio distratto parrebbe che,davvero,nulla sia cambiato dall'anno scorso...
Stessa vita dai ritmi impossibili e blasfemi per qualsivoglia amante del mare...
Sveglia nel tardo pomeriggio,poco,pochissimo mare,tanta,troppa discoteca.
Aperitivo ballato al "Pata Beach",cena a casa,seconda curva a destra e poi via,fino al mattino.
Ritual,M-Club,Pata Pata,Luna,Ambra Night... diversi locali,diverse storie dal finale sempre identico...
Focaccina appena sfornata dal Forno di Porto San Paolo e alba con posto in prima fila
dal giardino di casa... uno spettacolo.
Val bene lo sforzo di spingersi fin qui ogni anno già solo questo.
Figurarsi il resto.
Le serate a zonzo per San Teodoro,ho il tragitto ancora fisso in testa.
Parcheggio in "Vicolo Borgo della Patata",salita per "Via Ralla" rifacendosi gli occhi
davanti allo spettacolo dell'Ambra Day,poi svolta a sinistra in "Largo Guersa",sosta obbligatoria
in "Piazza DuPilu" a rompere le palle ai PR del PataPata,dritto ancora per il paese fino alle scale
della chiesa di Santa Bernarda.
Queste poche centinaia di metri nascondono incroci di sguardi,di storie,di incontri.
Vale,Stella,Ludo,Ire,Ernesto,Leo,Salvo,Vale 2,Fabrizia,Ale,Marco sono solo alcuni degli incontri casuali.
Poi quelli non casuali con alcune delle centinaia di persone che sono venute a
toccare con mano quello che dico da tempo,cioè che questo angolo di Sardegna
è davvero un paradiso in terra: Claudio,Andrea,Crizia,Umby&donna,Hilary...
Un paradiso fatto di spiagge da panico,locali da urlo,bellezze mozzafiato,scenari e paesaggi
che o qui o in nessun altro posto.
Non c'è Grecia,non c'è Ibiza che tenga... il mix di mare-sole-lusso-pace-divertimento da un
risultato diverso che da ogni altra parte. Superiore,mi permetto.
Ora come ora,il posto più bello del mondo.
Il centro del mondo,del mio mondo.
Capite,ora,perchè tornare alla realtà sarà più complicato?
Giro d'Italia,tappa 23: MILANOL'ultimo giorno è per forza diverso da tutti gli altri.
L'ultimo giorno è quello che non vivi come tutti gli altri. L'ultimo giorno è quello che non ti passa più,a scuola come a lavoro. Come al Giro.
E' il giorno che nemmeno vivi come ultimo,ma come primo di una nuova vecchia vita,l'anticamera del ritorno,il primo passo nel corridoio di casa dopo una vacanza durata un mese. Cerchi di scorgere cosa si nasconde dietro l'angolo,e non ti accorgi della strada che stai facendo per raggiungerlo,quell'angolo. E ti perdi un mucchio di cose. Non noti per esempio una città triste e grigia come Milano
colorarsi di vita. Non noti la festa per strada,in strada,nella strada,della strada. Non noti che la sveglia non è suonata oggi,l'hai staccata tu in anticipo perchè tanto di notte non hai chiuso occhio. Non noti la confusione ballare regina tutto intorno a te,anche negli occhi stanchi di chi ti ha accompagnato fino a qui. Non noti che la tua valigia è grossa il doppio di un mese fa... e se lo noti,ti sembra comunque piu' leggera. Non noti valigie nuove,diverse,che per il gran finale la squadra è cambiata. Non ti accorgi di queste e di altre cose,perchè con la testa non sei già
più li. Come un'anestesia che allievi il dolore,la mente si sta già staccando da quel mondo che ti ha rapito,incantato,affascinato e fatto sognare. Ad occhi aperti. Allora non ti accorgi della corsa.
Contador,la cronometro,il tempo i rivali. Scoprirai tutto domani,chi ha vinto e chi no e perchè. Non ti accorgi della musica,dei palchi enormi sul lungo rettilineo d'arrivo, fra giornalisti,TV,radio e giornali. Non ti accorgi dei VIP,nella stessa misura in cui loro non si accorgono di te. Non ti accorgi delle premiazioni,dei gruppi,delle carovane,dei ragazzi
che hanno animato da comparse il piu' grande evento italiano,che senza queste comparse sarebbe come un libro senza parole,pagine bianche insipide e incompiute. Non ti accorgi degli abbracci sempre piu' stretti col passare del tempo.
Non ti accorgi dei "cinque" che cominci a dare di qua e di la a chiunque incontri,basta che sia del giro,basta che sai che è un tuo fratello che non rivedrai piu'. Anche se in effetti non lo avevi mai visto. Non ti accorgi delle lacrime dei primi e delle prime che partono per chissà dove e fino a chissà quando. Non ti accorgi che persino i capi,nella loro fretta che è più fretta di quella degli altri,sono emozionati... o forse è solo stress. Non ti accorgi che i suoni lentamente scemano,i colori calano d'intensità,
la folla si dirada e il percorso,lentamente,ridiventa strada. Non ti accorgi nemmeno che sei di nuovo sul furgone,direzione
provincia di Bergamo,sotto gli uffici di quella piccola agenzia da dove tutto era partito. In un momento di lucidità ti accorgi solo che stai per chiudere per
l'ultima volta quel furgone bianco che racchiude e racchiuderà per sempre nel suo van tonnellate di storie e emozioni,più di quante ce ne possano stare anche adesso che è totalmente vuoto e silenzioso. Più di quante questi 3896 kilometri ne abbiano potute attraversare. Non ti accorgi che il cuore in quell'attimo manca un colpo,si ferma
per poi ripartire come se nulla fosse. Ma quanto avrebbe da dire quell'attimo,se solo tu te ne fossi accorto. Non ti accorgi nemmeno che ora sei sull'auto del tuo amico che ti riporta
a casa. La realtà in persona è venuta a prenderti e riportarti giu'. Non ti sei accorto di tutto questo,nell'ultima tappa del Giro d'Italia.
Nemmeno del sole che oggi,dall'inizio alla fine e per la prima volta, è stato presente su di voi per illuminare da par suo il sipario, quell'ultimo striscione con su scritto "Arrivo",affinchè non poteste non notarlo... e tu,ripicca dell'inconscio,non l'hai notato. Ha notato tutto,però,la tua macchina fotografica.
La tua vera migiore amica,che non ti ha mollato un attimo oggi come per tutto il mese. Sarà lei a raccontarti tutto,domani,al risveglio. Sarà lei a dirti che è tutto vero,domani... Quando tutto questo ti sarà sembrato solo un sogno.
Giro d'Italia,tappa 22: GIUSSANOL'ennesima alba silenziosa spolvera con gentilezza le cime delle
montagne da quel poco di buio che ancora le ricopre. Anche i cinguettii sono ancora spenti e l'unica colonna sonora è la cascata di un piccolo ruscello a due passi,forse tre,dall'albergo. Niente auto,moto,bici.
Nulla. E' la quiete prima della tempesta. Penultima tappa,il tappone.
Gavia,Mortirolo,Aprica. Ma il giro fra di noi è ormai definitivamente in secondo piano. Prenderà le luci della ribalta nel pomeriggio,nel nuovo hotel che già ci aspetta nei pressi di Milano,a due passi,forse tre,dall'arrivo,dove finirà l'avventura. Ora i pensieri sono a noi e ai nostri compagni,dalle divise diverse ma
dalle stesse espressioni e che,soprattutto,han fatto la stessa nostra strada. Tutti al villaggio,dunque.
A salutare,fotografare,scherzare ancora una volta tutti insieme. Ci sono proprio tutti,anche i VIP o presunti tali non si fanno scappare il penultimo giorno di scuola,che qui è più ultimo dell'ultimo. Via allora alla caccia delle ultime foto (le miss dell'estathè),gli ultimi
autografi (Ivan Gotti),gli ultimi gadget che ancora mi mancavano (borraccia Liquigas,maglia di TuttoPantani),gli ultimi saluti (Federica di SilverStar),gli ultimi numeri di telefono (Veronica di Mediolanum) e gli inviti per l'ultima festa ufficiale. Ultimo saluto a Paolo Bettini,che passa da noi per quattro chiacchiere col CT della nazionale Franco Ballerini... Io e Marco ci improvvisiamo buttafuori e formiamo un cordone per
bloccare la gente che,visto il campione del mondo,cerca in tutti i modi di estorcere un autografo,una foto,un saluto. In mezzo al casino,sento qualche accenno alle convocazioni per olimpiadi e mondiali... ovvio che il Grillo ci sarà. Poi i parte la gara allora Paolino si alza,ci ringrazia,saluta e va... Chissà quando e se lo rivedro'. Andiamo anche noi... si sbaracca,si salutano anche queste montagne,
ci si incolonna e si va ad un passo dall'ultimo passo. Giussano,Milano. Un mega albergo con mega TV alla quale ci affacciamo io,Marco e Roby, unici pochi veri appossionati della nostra banda. Guardiamo il Mortirolo tutti insieme. Vediamo,sostanzialmente,Alberto Contador controllare le scaramucce degli italiani e,quindi,andare a vincere piu' o meno ufficialmente il Giro. Arriva anche Ale che la tappa è finita.
Giusto in tempo per salire in camera,chiudere le tende,impostare aria condizionata e sveglia e dormire. Siamo veramente ai limiti,e stasera ci sarà l'ultima festa,prima di domani,prima del rompete le righe. La cena nasconde una piccola sorpresa.
I boss della Skoda (Deborah e Marco) hanno fatto preparare una mega torta e han tolto dal frigo un paio di bottiglie buone. Si brinda al gruppo Skoda. Brindiamo a noi stessi,non prima di aver sentito il discorso di Marco, piu' o meno il solito "tutti bravi e tutti belli,speriamo di riavervi qui il prossimo anno". Già,magari... E giù brindisi. Poi via alla festa.
Per l'occasione ognuno cerca di dare il meglio di se e idem faccio io, che mi porto appresso da Torino i miei amici,Luca e Simone,ai quali si aggiungono,attirati dalle sirene della presenza di tutte le hostess, i milanesi Cristiano e Stefano. Li porto con me alla festa,non prima di aver scortato a bere Verena e Michela al loro appuntamento con un ciclista che non si puo' nominare... Arrivato lui,scappiamo noi che comunque siamo di troppo... Via alla festa. Che non è un granchè per chi arriva da fuori come i miei amici,ma ha
il sapore e il fascino dell'ultimo ballo al quale non si vuole rinuniare per noi addetti ai lavori. Musica drink saluti sorrisi nella notte. Come quella volta al PeterPan di Riccione,che sembra così incredibilmente lontana. La',dopo una settimana di giro,ci si salutava con un cenno del capo,qui ci si saluta per nome... Finita la festa gabbiamo il santo mangiando un cheesburger doppio
al McDonald's che sta a due passi dall'autostrada che mi riporta a casa. Saluto gli altri,che rivedro' domani,ed entro in labergo per la mia ultima notte da "uomo del Giro". ll tempo di lavarmi i denti,sistemare due cose ed arriva Ale.
Luce accesa,e mentre scrivo questi miseri appunti lui sta provando i
vestiti che gli hanno appena consegnato per il prossimo Tour. Io,invece,penso a domani. Che,nel bene e nel male,sa di casa. Buonanotte Ale.
Buonanotte Giro. Per l'ultima notte.
Giro d'Italia,tappa 21: CASTIONE DELLA PRESOLANASe penso che Matteo Appiano ha puntato la sveglia alle 4.30
per non perdersi l'invito al villaggio di partenza di Legnano che sono riuscito a scroccargli... beh,non posso certo lamentarmi delle mie 5.55. Non posso proprio. E quando Paolo Bettini entra nel nostro stand sono più contento
per lui che per me... Io che già ne possiedo foto autografi e sorrisi... Lui no. Allora mi faccio lasciare da Matteo l'agenda e la biro,saluto Paolo e via, autografo. Gia' solo per questo ne sarà valsa la pena. Matteo arriva alla stazione di Legnano alle 8 e qualcosa del mattino,io
volo a prenderlo dopo aver già raccolto le valigie della truppa. Entriamo nel villaggio e rivedo in lui,appassionato di ciclismo, l'entusiasmo dei miei primi giorni qui... Si guarda attorno estasiato,quasi non ci crede. E',proprio come me,un bambino nel negozio delle caramelle e non sa su quale buttarsi per prima. Racimola i suoi autografi e le sue belle foto,qualche gadget che gli giro dagli stand amici (mediolanum e Weber su tutti) e poi via. Prendiamo un caffè insieme nel centro di Legnano.
La compagnia saluta,arriveranno in hotel prima di me ma fa nulla. Mi ritaglio un piccolo angolo di casa mia chiacchierando con lui. E' sempre bello ricevere visite quando si è in tournee.
La ripartenzaè rapida,la strada da fare non è poca.
Si torna verso quelle montagne che avevamo salutato andando via da Sondrio... un giro contorto,ma che ha il suo fascino. L'albergo di Castione della Presolana,Bergamo,è davvero fantastico...
C'è tutto,tutto quello che vorresti avere in un hotel. Compresa la TV piatta da più di 30" che mi inchioda li,complice l'ormai immancabile brutto tempo,a seguire le gesta degli atleti. Castione della Presolana,va da se,non è nota agli al mondo per la sua
vita mondana,così finita la tappa e fatta la doccia,ci si trova un po' tutti senza nulla da fare. Riempio quel vuoto con un tapis roulant e qualche peso,giusto per stancare ancora un pò il fisico,quasi non lo fosse abbastanza dai km e dalle poche ore di sonno. Altra doccia poi cena e poi via,a rinchiudersi in camera ancora davanti alla Tv per l'ennesima amichevole inutile della Nazionale. Che la stanchezza sia ormai tangibile in tutti lo denoti dal fatto che il gruppetto di nullafacenti piazzati davanti allo schermo di camera mia sia molto più numeroso del solito. Vuoi il posto,vuoi la pioggia,vuoi la tristezza per la fine incombente dell'avventura... Siamo tanti piccoli pescatori che,avvistata la riva,tiriamo i remi in barca e
lasciamo che sia il tempo,ormai padrone del tutto,a compiere l'opera... Giro d'Italia,tappa 20: SOMMA LOMBARDA 2Quando si dice che il ciclismo non ha confini,spesso ci si
riferisce al fatto che in questo sport più che in altri non esistono tifosi o fazioni... La gente ha un mito,un idolo,un atleta che preferisce ad altri, ma non tifa mai "contro" i rivali. Gli applausi sono equamente distribuiti dalla folla lungo le strade a tutti i ciclisti,dovuto omaggio alla loro fatica. Ma il Giro d'Italia non ha confini anche quando capita,come oggi,
di partire o anche solo di passare per qualche km da una o piu' nazioni confinanti. Una continuità territoriale di passione che oggi ci vede protagonisti in Svizzera,a Mendrisio. Si parte di qui. Il villaggio di partenza non dista molto dall'hotel,inoltre non ci sarà
trasferimento,per cui niente valigie,niente viaggi. Solo villaggio di partenza. Uno dei più belli. Non certo per la posizione dello stand Skoda,semi nascosto dietro una dozzina di alberi che ci dividono dal resto della compagnia,eccezion fatta per Mediolanum e Estathè,che giocano a nascondino insieme a noi. E' però uno dei più belli per quello che accade. In primis la mia maglia rosa si impreziosisce sempre di più di autografi.
Ne cito uno di oggi? Uno a caso? Bettini... Poi perchè finalmente quel giornalista del Corriere dello Sport che mi
aveva intervistato a Palermo mi porta l'articolo che il giorno dopo, ormai un mese fa,usci' sul quotidiano... riportava le mie parole nonchè il mio nome e cognome... fantastico! Infine per un simpatico fuori programma...
Avvisto Mario Cipollini.
Per i pochi che non lo conoscessero,un ex professionista che ha smesso da pochissimo,un personaggione,uno che ha vinto davvero di tutto,fra cui anche un mondiale.... "solo". Ovviamente voglio un suo dannato scarabocchio sulla mia maglia rosa, ma non è facile. Marione è noto per essere uno difficile da disturbare,soprattutto se non si hanno due belle tette e un fisico da modella. Inoltre sta parlando con un paio di persone...come fare? Mentre sono li che cerco di inventarmi qualcosa,a pochi passi da lui, ecco che un cameraman della Rai alle mie spalle mi chiama e mi chiede se,gentilmente,posso mostrare alla telecamera la mia bella maglia rosa e gli autografi che già porta su di se,come fuochi d'artificio esplosi a colorare il cielo in una notte d'estate. Mostro la maglia,soddisfatto e colgo la palla al balzo...
Mentre il cameraman riprende,riempio quei due metri che mi separano da Cipollini e gli dico,sicuro di me come ovviamente non ero e non potevo essere :" Ciao Mario,scusa,siamo in diretta con la Rai,mi faresti gentilmente un autografo davanti a mezza Italia??". Lui sorride alla camera,poi a me,prende maglia e pennarello et voilà, il gioco è fatto. Ringrazio che lui già mi da le spalle,strizzo l'occhio al cameraman e via, torno al mio stand felicie delle mie origini napoletane... L'ho convinto di essere in diretta!!! Dieci passi,uno più uno meno.
Dieci passi e il cellulare vibra. Un sms. Matteo,mio compagno di calcio nonchè appassionato di ciclismo. L'sms recita così: "Bravo bravo,è così che lavori? Ti ho visto a raccogliere autografi su Raitre... Poi dici che fatichi!". Cazzo... ero davvero in diretta!!!!
Mendrisio - Como son a un tiro di schioppo e oggi,come ogni giovedi,
mio padre si trova a Como per lavoro. Così col permesso dei grandi capi saluto la compagnia in leggero anticipo,supero la dogana e i suoi agenti che minacciano di aprirmi il furgone pur di avere i cappellini che realmente non ho e poi via,a godermi il paesaggio maestoso ed elegante di Como e del suo lago. Una sensazione di pace incredibile. Quant'è bella questa piccola cittadina,un gioiello incastonato in un anello di preziose montagne. Avviso i miei che sto per arrivare.
Al telefono li sento quasi stufi,infastiditi per il mio ritardo... Allo stesso modo li vedo felici al mio arrivo. E' quasi un mese che non li vedo,ma non è solo quello a renderli felici. E' la felicità stessa che mi leggono negli occhi,nelle parole,nei sorrisi. Sono felice da esser contagioso,e loro lo sono per me,ancor prima che io li possa contagiare. Sono genitori,sono un passo avanti rispetto a ciò che mi accade attorno. Li abbraccio,gli racconto,gli mostro foto autografi e furgone... Mangio con loro,poi il lavoro li chiama e allora vado via anche io. Prima però approfitto del magazzino del babbo e prendo qualche piccolo pensiero per i miei colleghi... Cappellino Laura Biagiotti per le fanciulle e cravatta "Arancio Skoda" per i ragazzi. Sai mai che tornino utili... Utili o meno,di sicuro piacciono.
Il gruppo ringrazia,e la cosa non puo' che farmi felice. Il dopo cena è il sintomo che si,davvero,sta finendo...
Lo passiamo tutti nella hall a scambiarci le foto fatte fin qui. Qualcuno di noi non ha resistito e si è portato dietro il pc,per cui le schedine delle nostre macchine digitali cominciano un loro personalissimo giro a tappe da un computer all'altro,raccontando ad ogni tappa le stesse emozioni,le stesse sensazioni... le stesse immagini,per forza. Si,sta per finire davvero... Nel dare la buonanotte ad Ale aggiungo "... per la terz'ultima volta".
Ci prende un pò di tristezza,e fuori piove. Chissà perchè me ne accorgo solo adesso.
Giro d'Italia,tappa 19: SOMMA LOMBARDAC'è il Garibaldi,certo.
Famoso,ambito,ricercato da appassionati e non. Auro Bulbarelli in telecronaca se non lo cita almenoo venti volte non chiude la diretta. E' quell'agenda che viene prodotta e distribuita dalla Gazzetta a tutti
gli addetti ai lavori,nella quale trovi tutto ciò che devi sapere: albo d'oro,storia,sponsor,organigramma,squadre,ciclisti,tappe, percorsi,salite,discese,pendenze,muri,strappi, quartier tappa, sedi, rifornimenti, villaggio partenza, villaggio arrivo,comuni attraversati,previsione degli orari di passaggio nei diversi comuni... e chi più ne ha più ne metta. O più ne scriva. Tutto. Tranne...
Una cosa semplicissima e fondamentale... Non segna nè segnala un itinerario alternativo per gli addetti ai lavori che,dopo la partenza della corsa,non vogliono rimanere imbottigliati dietro i ciclisti,la carovana e le mille mila auto al seguito... Questo manca,al Garibaldi. Ma lo segna il Garibaldino.
Meno noto,meno famoso,meno star. Forse nemmeno Bulbarelli lo conosce. E' il bignami del Garibaldi senior,riporta meno roba ma,fra quel che
dice,dice come e dove evitare di rimanere intrappolati dietro le ruote del gruppo. Lo distribuiamo noi della Skoda. Ovvio quindi che io sia super informato su come girare al largo da
intoppi simili. Ed è proprio per questo motivo che,salutato il desolato e desolante albergo di Teglio,non mi fermo al villaggio di partenza di Sondrio e tiro dritto verso Somma Lombarda. Il Garibaldino avvisa che non ci sono strade alternative per almeno 50 km: o parti prima dei ciclisti,o pedali con loro. Meglio evitare. L'albergo di Teglio aveva scosso gli animi più viziati,così il
"terrore" di finire intrappolati in un ennesimo "misero" 3 stelle serpeggiava fin dal primo mattino. Ma chi abitava dalle parti di Somma Lombarda,nostra prossima meta, rassicurava: "Tranquilli,l'hotel che ci aspetta è stra-figo,ha tutto: sauna, piscina,palestra...". Come eravamo abituati,insomma. Punto forte le mie fisches su quella casella: pomeriggio fra palestra e
relax in hotel. Troppo distante Milano,specie dopo la nottata al Karaoke e gli scatti sul cemento del campo da calcetto ancora tutti nelle gambe. Punto forte e rilancio appena entro nel cortile... Facchini ad attendermi,come previsto dalla mia solita telefonata nella quale mi spaccio per supercapo Skoda... Hall enorme,mille luci,pulizia,ordine rigore. Si,rilancio,mi aspettano molte coccole dopo la giornatona di ieri... Rilancio e perdo tutto. "Spiacenti,la zona relax non è agibile e la palestra è solo in costruzione.". Fanculo. Valigie nelle camere e via,Tv,coperte,aria condizionata e tanta nanna.
Fino alle 19. Non male. Doccia,cena e via a cercare di capire cosa succede nella notte
imminente... nulla. La serata di ieri ha lasciato strascichi.... Strascichi che ci trascinano stancamente nel bar dell'albergo, per un'approfondita chiacchierata sul piu' e sul meno che si trascina a sua volta a stento fino a tardi. Scale,porta,letto.
Anche Ale è già a ninna,brutto segno. La stanchezza comincia a farsi viva... Noi pero' terremo botta.
Fino a Milano.
Giro d'Italia,tappa 18: TEGLIO 2Riposo,dunque.
Finalmente. Che per quanto lo stress mentale sia latitante,il fisico ha comunque le sue precise richieste e,di tanto in tanto,meglio assecondarlo. Mi svegliano in un assolato mattino di fine maggio le voci dei miei
colleghi-soci-amici,giù nel cortiletto sottostante il mio balconcino. Quasi tutti hanno approfittato della bella mattinata per sdraiarsi sul prato a prendere un pò di sole. Io,che per certe cose non ci sono proprio nato,preferisco rimanere al fresco della camera ancora un po'. Non c'è davvero nulla in programma oggi,nemmeno il ritiro della
lavanderia. Tocca improvvisare. In un raptus di follia chiedo all'albergatore se conosce qualche posto
in cui affittare una bici... l'idea? Folle... Partire di punto in bianco alla scalata del Mortirolo,che dista appena una decina di km dall'albergo. Grazie a Dio a Teglio non c'è davvero nulla. Nemmeno un negozio che noleggi bici. Durante il pranzo nasce l'idea della partitella di calcetto nel campetto
della chiesa del paese. Via dunque al teatrino della formazione delle squadre, che come tutte le vere cagate va fatto molto seriamente e con scrupolo. Nomi scritti sui foglietti,ciotola,ragazza bendata e via all'estrazione. Scarpette,pantaloncini,maglietta e via andare,sotto un sole che così curioso di noi non si era mai visto. Maschietti a sgambettare e ragazze a prendere il sole a bordo campo. Ci sono modi peggiori per riempire una giornata vuota. Finita la partita ci si abbevera piu' o meno selvaggiamente al
"Bar dello Sport",perchè anche nell'ultimo dei paesini può mancare tutto,ma il "Bar dello Sport" c'è. A non più di 15 metri da noi fa la sua maestosa presenza il pullman della Astana,la squadra della maglia rosa,anche loro rintanati quassu'. Per noi,seduti al tavolino a sorseggiare chi birra e chi coca-cola, vedere passare i ciclisti che pedalanoo leggeri anche nel giorno di pausa è la cosa più normale del mondo. Fra essi anche lui,Alberto Contador. Sdraiarsi a letto dopo la doccia è un tocca sana per le gambe,
affaticate per l'inaspettata quanto intensa attività fisica. Un'oretta di assoluto relax restando affacciato al balcone a vedere il sole coricarsi dietro i monti e poi la cena. Tavolata fra brindisi e canti. La pausa ha rinfrancato molti di noi,alcuni visi sembrano per la prima volta essere tornati simili a quelli di Palermo,prima che il tutto cominciasse. Mi unisco al gruppo dei pochi che vogliono uscire.
Non ci sono mille alternative,la notte,a Teglio e dintorni. Karaoke e via. Urliamo come pazzi scatenati un repertorio infinito che spazia da "Nella vecchia fattoria" a Max Pezzali,da Vasco alle Osterie,per finire naturalmente con il Liga. Con la solita mole di gadget corrompiamo l'anima commerciante del proprietario che non solo non ci denuncia per atti osceni (a causa di alcuni di noi leggermente stonati),ma addirittura offre le birre e le bibite e, non pago,ci regala delle simpatiche magliette. Fantastico. Usciamo dal locale un pò tutti col sorriso stampato.
Piove. Non poteva mancare nemmeno oggi. Ma non fa niente. Ormai è tardi.
Da domani comincia il rush finale. Giro d'Italia,tappa 17: TEGLIOUn'altra alba tutta da fotografare mi attende appena fuori dall'albergo,
nel giorno della cronoscalata al Plan de Corones. Sono le 5 del mattino. Il Giro dorme ancora. Mi vesto appena più pesante del solito ed esco a godermi lo show
che da lassù mandano in onda su questi schermi,a quest'ora. La collina che tiene a stento l'energia del sole che arriva,illuminando
le montagne di fronte e le nostre auto,in riposo anch'esse,sembrano tenere socchiusi i fari,come per proteggersi dai raggi bassi. L'aria è fresca,dolce e profumata. Manca solo Heidi. E qualche capretta. Il cielo lentamente si colora di rosso.
Gli occhi dei miei colleghi,che scendono alla spicciolata per la colazione,anche. E' sempre dura svegliarsi a quest'ora. Specie in una giornata così. Plan de Corones è un'arrampicata tutta all'insù su una stradina pensata
e costruita per andare all'ingiu'. Con gli sci,mica in bici. Impossibile accedervi in auto o furgone. Rigorosamente in funivia. Sarà una giornata tremenda per tutti... Un po' meno per me. Salto a piè pari lo spettacolo della tappa più suggestiva del giro e
indirizzo la prua del mio Transporter verso Teglio,Sondrio,a 400 km da qui. Teglio.
Un posto che se sulle Dolomiti pensavo che Dio esistesse,qui i dubbi svaniscono: no,non esiste. O,se c'è,qui ha lasciato il lavoro incompleto. O,semplicemente,se n'è dimenticato. Il trasferimento è un'agonia di salite,discese,statale e poca autostrada.
Mi rallegra la presenza di Siywan,hostess fiorentina che non sta troppo bene e quindi si scappa la faticaccia della tappa e viene via con me,in anticipo su tutti. Il viaggio passa fra una canzone di Liga e qualche foto ricordo,mele in
mano quando attraversiamo la Val di Non. Incorciamo anche il bivio per il Mortirolo,il San Siro del ciclismo. Infine l'albergo. Un normalissimo tre stelle che in mezzo a tutto il ben di Dio che ci siamo sciroppati fin qui,sembra quasi una bettola. Qualcuno storce addirittura il naso... ci stiamo viziando. Scarico le valigie,le metto nelle rispettive camere poi...
Il nulla.
Davvero il nulla,non c'è nulla da fare nell'arco di km. Non rimane che riposare,leggere la gazzetta,svuotare la valigia e cercare
una lavanderia per l'indomani,giorno di pausa. Ancora una volta potremo svuotare le valigie e fare l'inventario di quello che c'è e di quello che no. Non ci par vero. Poi nanna presto.
Come i ciclisti,anche noi cominciamo ad avere bisogno di tirare un po'
il fiato. |
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